Storie di Alfasud vincenti. Franco Angelini e Claudio Francisci




In occasione della manifestazione “Quando c’era l’Alfasud” sono stati invitati due pilastri dell’automobilismo sportivo Alfa Romeo di Roma: Claudio Francisci e Franco Angelini.

Francisci, pilota di successo tutt’ora in attività, all’epoca era pilota di vetture come la Giulia Gta prima, e l’ Alfasud Trofeo in seguito. Franco Angelini, vero mito dell’automobilismo romano e non solo, era il titolare dell’omonima officina nonchè Scuderia, che elaborava oltre che a portare in gara con successo, le vetture della casa del biscione.
Tra i due negli anni ’70, erano sorti degli attriti e l’occasione ha fatto sì, che dopo oltre trent’anni i due si siano riabbracciati, lasciando i vecchi rancori alle spalle.

Con tali presupposti, il clima è diventato subito disteso e familiare e i due hanno raccontato una serie di aneddoti sulle gare disputate assieme.
Francisci, ricorda quando con l’Alfasud a Vallelunga partì ultimo, ma il divario tra la sua macchina e le altre contendenti era tale che non ebbe nessun problema a portarsi in testa quando sul tratto misto del tracciato, a causa del mal funzionamento della pompa della benzina, retrocedeva fino al centro del gruppo.

Angelini, spazientito da questa condotta di gara, e forse non capendo le cause effettive di questo andare a singhiozzo, si affacciò dal muretto box brandendo un martello per influenzare il pilota a vincere la gara.
Non sappiamo se Francisci, intimidito dal gesto di Angelini prese ad andar forte o più probabilmente la pompa della benzina smise di fare le bizze: fatto sta che la corsa se la aggiudicarono una volta ancora Claudio Francisci con l’Alfasud della Scuderia Angelini.

Alle domanda su cosa ci fosse dietro a quest’Alfasud così vincente, Franco Angelini risponde molto semplicemente che, dai motore di serie che giungevano da Pomigliano, venivano sostituiti o lavorati: pistoni, bielle, albero motore, cilindri, testate, valvole, volano, carburatori e accensione, al punto da raddopiare la potenza del piccolo boxer 1186 da 63 cv dell’Alfasud. Il resto lo facevano l’eccezionale corpo vettura, che permetteva un inserimento neutro in curva e un’eccellente motricità in uscita, grazie principalmente alla forma a “sogliola” del motore boxer che abbassa il baricentro della vettura.
Ciò rendeva l’Alfasud Angelini una vera e propria mattatrice delle corse di quegli anni al punto che, ricordano ancora con un pizzico di rancore Francisci e Angelini, la Casa Madre fece in modo che, a fine di alcune gare la vettura venne totalmente smontata, col fine unico di trovare il cavillo tecnico per squalificarli.

 



3 comments — invia un commento

Il Fusi

Vedo nella foto che la terza vettura è quella della Specar…. Giusto qualche aneddoto. La Specar era la concessionaria per La Spezia. Nacque sulle ceneri della fu “Rinaldo Parmigiani”, a quanto mi risulta la prima concessionaria Alfa Romeo di La Spezia. Rinaldo Parmigiani è un nome che ricorre spesso quando si parla di Giulietta da competizione, insieme a quello dell’altro spezzino Albino Buticchi. A metà degli anni ’70 nasceva quindi una nuova società, la Specar, della quale Parmigiani era socio. Naturale che la nuova concessionaria aderisse al Trofeo Alfasud. Nel 1980 la Specar si aggiudicava il Trofeo con una vettura, credo affidata a Leone Pelachin. Ricordo ancora l’adesivo celebrativo, che ricalcava il layout del logo ufficiale (Trofeo Alfasud Alitalia), applicato su tantissime Alfasud e anche sulle due Alfetta 2000 L, targate Roma, che erano dotazione del locale tribunale. Per un certo periodo, capofficina della Specar fu Mario Bertolini, giunto secondo nello stesso trofeo del 1980.

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gianni

io lavoravo nella sua officina a monteverde.mi sono trovato bene.era l,anno 1973.bei ricordi.grandi ricordi!!!!!un grande saluto grande al franco.riposa in pace

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