Sabatino, Alfista retrogrado a caccia di difetti, lamenta: ce ne sono troppo pochi!




Eh si, stavolta non sono qui a scrivere di favole o di auto che parlano, ma di come “Alfista Talebano” ho approcciato il primo incontro con la nuova arrivata col marchio Alfa Romeo. Per l’occasione mi presento con la mia Bollo Oro del 1966, fuori della concessionaria altre Giulia “vecchie” fanno da cornice alle attrici protagoniste che attendono dentro l’autosalone. Parcheggio, mi fermo a guardare la 4C ferma tra le vecchie signore, l’unica Alfa Romeo che mi ha dato sensazioni “primordiali” da vera Alfa dal 1991. Mi soffermo pensieroso ad analizzare le facce entusiaste ed eccitate dei Soci ed Amici del mio Club e capisco che le emozioni trasmesse dalle “ragazzine” devono essere forti. La presenza di un albero di trasmissione ha già giocato brutti scherzi nella mente degli Alfaromani, il talebanesimo è in pericolo, vorrei non accedere alla “Conoscenza”, ma la curiosità prevale sull’ortodossia.
Respiro forte e poi con un po’ di esitazione entro.

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Loro sono li, alla mia destra, ma non corro da loro, mi sento come un vecchio amante che ha vissuto una lunga parte della sua vita con qualcuno che poi ti ha tradito per inseguire il successo ed i soldi, uno che ha amato dal più profondo del cuore ed ha ricevuto solo dei freddi vroom “marrone ghisa”, nemmeno troppo convinti…. Non so come affrontare queste “femmine” dalle linee morbidose e lascive, quindi prima di avvicinarmi a loro cerco la concentrazione in me; devo essere onesto, però, obiettivo, intellettualmente, prima che emozionalmente, quindi pur non essendo un tecnico specializzato, ne un pilota collaudatore, decido che la mia analisi sarà quella di chi ci campa su un’auto, di chi percorre tanti chilometri in un anno, di chi non usa la sua Alfa solo la domenica e ci corre in pista, sarà quella di chi oggi deve diventare Alfista per la prima volta!
La linea è filante, non la trovo originale, mi ricorda molto la Jaguar XE o la XF, ma trovo che si addica alla macchina, ha comunque una sua personalità, col musetto arrogante che una Alfa Romeo merita; tra i talebani si mormora che si sarebbe dovuto osare di più, ma oggi le linee si sono appiattite su stili tra loro simili e sono finiti i tempi delle linee nette e chiare che distinguevano a colpo d’occhio le case automobilistiche. Oggi, forse, le uniche che ancora osano sono rimaste Citroen e Renault, gli altri alla fine si “arrotondano” omogeneamente tra loro. Il frontale è cattivo, come si deve ad una sportiva di razza, gli ingredienti “visivi” ci sono tutti per apparire improvvisi nello specchietto retrovisore di chi precede più lentamente, un lampeggio da Alfista ignorante, duro e puro, alla “te devi da levà!!!!!”.
Apro lo sportello, due le versioni turbodiesel, una da 180 CV più fanatica, interni in pelle, l’altra 150 CV versione base; parto con la 180 cv, mi siedo, la seduta di guida non è male, anche se per i lunghi viaggi non so quanto possa apparire comoda. Sistemo il sedile, adatto la posizione dello sterzo e chiudo lo sportello, impugno il volante dalla forma diversa. Si, mi ricorda nello stile la mia Alfa 75, anche se in versione più moderna, gli strumenti intuitivi a portata del guidatore, tutto sotto controllo; il bordo inferiore della porta è alto per poggiare il braccio comodamente fuori dal finestrino, nel segno dell’Alfismo puro, comodo invece la rientranza della porta dove appoggiare il braccio nella guida rilassata.
Poi salgo dietro, è una Alfa anche qui, con il primo punto dolente; come al solito queste vetture non sono pensate per il mondo nordico, ma per noi mediterranei sotto gli 1.80. Ma, anche io che Watusso non sono, (173 cm), noto con dispiacere che il montante posteriore sinistro è ad 1 cm dalla mia testa e subito sopra c’è il tetto; il lato positivo è che se dovrò dormire avrò un comodo poggiatesta alla mia sinistra… Altro segno distintivo Alfa di questa vettura è la scomodità del passeggero centrale, questa Giulia è per 4 persone, il quinto è sicuramente sacrificato, come su ogni vera Alfa Romeo!
La calca dei curiosi è tale che non ho tempo di concentrarmi a fondo, quindi decido di passare all’analisi della versione “base” più libera; qui i sedili mi sembrano più in stile “utilitario”, con tessuto dall’ apparenza un po’ dimessa (specie confrontato con gli interni “caldi” in pelle cuoio della sorellina Super esposta accanto). E’ pur vero che anche le versioni base degli altri marchi – specie tedeschi – non è che siano molto più allegre e calde eh, anzi……Ho modo di giocare con il “manopolone del mistero” (scusate ma non conosco il nome, il top della modernità di un talebano è il check panel e manco tanto funzionante) e trovo che non sia intuitivo come le sue antagoniste di riferimento, in particolare BMW e Mercedes; mi immagino alla guida a velocità “Alfista” mentre cerco di capire come modificare un settaggio o cambiare il parametro del mixer della radio… Il mio consiglio è quello di fare questi aggiustamenti alla partenza, al pit stop o farlo fare al passeggero! Avrei preferito un sistema touch screen, secondo me più rapido e intuitivo. Gli altri comandi sono sul volante e non li trovo particolarmente facili da individuare ed ergonomici, ma anche qui la mia anzianità ha un peso nel giudizio complessivo. Mi trovo invece, posizionandomi in modalità “sto in autostrada”, ad appoggiare involontariamente il braccio sul manopolone che fa apparire varie schermate sullo schermo centrale e temo che possa accadere lo stesso all’utente medio che sta sulla corsia di sorpasso dell’autostrada godendosi il relax e rischiando uno spavento nel timore di qualche anomalia…
Forse si poteva fare più attenzione a qualche dettaglio soprattutto controllando meglio le cose fatte dalla concorrenza.

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Poi scendo e non resisto, allungo la mano e tlack, apro il cofano… E non mi sembra vero quel che vedo! Un motore longitudinale, guardo dentro, analizzo le cose che si vedono e dove sono messe, non posso non notare che la scatola dello sterzo è in un posto “umano”, che sembra tutto più a portata di meccanico ma soprattutto…. I duomi, la loro forma, è qualcosa di innovativo, le nervature che danno rigidità alla parte degli ammortizzatori ed all’avantreno, le barre di torsione che irrigidiscono la scocca e la barra stabilizzatrice bella cicciona e dura! Questa è alta ingegneria per stare in strada senza troppa elettronica che Mercedes, BMW e Audi dovranno studiare… ALTO GODIMENTO…..
Chiudo il cofano e mi accuccio davanti a sbirciare la sospensione, vorrei girare lo sterzo ma è bloccato e già mi guardano male… hanno capito che se solo avessi in mano qualche attrezzo avrei già smontato le ruote e mi sarei infilato anche sotto per guardarle le cose più intime da bravo maniaco… ma non posso, almeno per ora, ed allora mi accontento di sbirciare da sotto anche il didietro, che mi appare meno alto e massiccio della mia 75… un po’ rimango perplesso, ma si sa, cambiano le mode, le forme ed i gusti!
Passiamo quindi alla prova su strada, ma non comincio la guida per primo, lascio il posto per rispetto ad un signore Alfista più anziano di me, ha una 33 e vuole vedere la nuova arrivata; noto che l’accesso all’auto non è dei più semplici per chi è avanti con l’età; molti affermeranno a questo punto che questa non è una vettura da vecchi, vero, ma anche i giovani hanno dei genitori da portare in Alfa che potrebbero non essere più “snodati” come loro. L’accessibilità alla parte anteriore poteva essere migliorata ed anche, soprattutto, quella al posteriore, ancora più complessa per chi ha mobilità difficoltosa.

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Alla fine partiamo e da dietro noto la stabilità della vettura e l’assenza di beccheggio e del rollio tipico della serie Alfetta e successive; stranamente è abbastanza silenziosa per essere un’Alfa ed il motore sale bene in 3 e 4 marcia, deciso e pieno. Aumenta la curiosità e finalmente arriva il mio turno di guida. Stavolta regolo il tutto a mio piacimento, trovo la posizione e parto; la macchina è piantata a terra, cerco di capire le reazioni dello sterzo nelle prime curve e poi imbocco la strada ad alta velocità. La macchina ha una buona progressione, anche se la leva del cambio corta non agevola il passaggio veloce tra le marce, una leva poco più lunga sarebbe stata forse più opportuna per migliorare la manovrabilità; questa sensazione si accentua quando si scala non offrendomi la “sensazione intuitiva” della posizione corretta in cui spingere la leva per il cambio desiderato. Anche la ripresa in 6 marcia da 1500 giri con tutto gas mi delude un po’, mi sarei aspettato più brio viste le premesse, forse sono troppo esigente con la Giulia, ma l’ho premesso all’inizio, sono talebano e voglio fare un confronto con altre vetture concorrenti che ho guidato! Lo sterzo è preciso, diretto, forse troppo per chi è abituato ad auto “normali”, ma la sensazione di guida che la Giulia dà è bella, è da vera Alfa. Chiedo il permesso di zigzagare per vedere se accenna a scomporsi, ma i binari disegnati sotto le ruote mi confermano che quanto alloggia sotto il cofano ed intorno alle ruote fanno il loro dovere ed anche la ripartizione dei pesi.
I freni sono un capitolo a parte, una delusione, perché al contrario dell’Alfa 75 questa frena subito davanti e dietro e in poco spazio! Non c’è quella sensazione tipica della 75 che fa scatenare l’adrenalina quando sembra che stai per schiantarti sul posteriore di chi ti precede a muso piantato a terra, anche se poi in un modo o nell’ altro, ci si riesce quasi sempre a fermare in tempo; attenzione, questa Giulia FRENA!!!!
Le qualità del materiale sulla versione base, lo schermo offuscato dal riverbero del sole ed alcuni particolari temo non siano ancora ai livelli delle migliori tedesche a cui si vogliono sottrarre consistenti fette di mercato, e mi dispiace; come al solito ci siamo persi in qualche piccolo dettaglio che salta all’occhio del cliente medio più che dell’ Alfista. A noi interessa solo andare più forte di tutti. Ad esempio la mancanza del bracciolo centrale del sedile posteriore (anche se presente sulle vetture esposte a Ginevra, e questo mi fa pensare che l’opzionale sia in corso di introduzione), comodo per chi sta dietro per il confort ed in caso di guida sportiva, al momento manca su entrambe le versioni. Per gli assemblaggi nulla da dire, ad oggi sono perfetti, vedremo quando ci percorri tanti chilometri o quando hanno qualche anno, stesso dicasi per come funzionerà l’impianto elettrico e lo schermo, ma anche la comparsa di scricchiolii che allevino la solitudine dei viaggi e qualche bizza del comparte elettrico sarebbbero comunque, per onestà intellettuale, caratteristiche da Vera Alfa!
I 3 km sono finiti, spengo il motore e scendo con la sensazione di aver preso un caffè con una bella donna ed averla avuta con me per troppo poco tempo, tempo nel quale ho dovuto scegliere se parlare e risultarle simpatico per avere speranza di rivederla e magari far scoccare una scintilla d’amore o guardare le sue forme ed intuire il tipo di intimo che indossava per capire se era il caso di approfondire o meno… Di una cosa sono sicuro, c’è interesse, è una bella donna, ma adesso non so se mi innamorerò profondamente o se sarà un avventura con poche emozioni… Ma è comunque degna di nota ed è una delle vetture più belle che ci sono sul mercato, sicuramente quella con la telaistica più interessante e notevole.
Per il resto la mia analisi ha voluto essere quella di uno che va a vedere una vettura per tutti i giorni da comprare ed il mio giudizio da automobilista qualunque è neutro per gli interni e confort di viaggio, eccellente per tenuta e comportamento su strada, positivo per prestazioni del motore, ma è un’analisi fatta su una prima impressione di (breve) guida. Il vero giudizio lo faranno i numeri delle vendite e la soddisfazione dei clienti, per ora le premesse ci sono tutte, le caratteristiche sono decisamente DA VERA Alfa, gli spazi di miglioramento ci sono e noi bravi talebani avremo il compito di “sferzare” con critiche costruttive l’avvenire delle sue evoluzioni.
Per ora ho deciso che attenderò con pazienza che arrivi in qualche autonoleggio dove andrò a prenderla ed avrò qualche giorno di tempo da dedicargli tra le mie strade di montagna per provarla e farla MIA, e solo allora potrò dare un mio giudizio più vero ed approfondito… ma sarà sempre e solo il mio giudizio!
Per adesso benvenuta in famiglia Giulia, sento che ci darai grandi soddisfazioni, non deluderci! Se ti farai onore io ti prometto che quando inciamperai allungherò una mano per aiutarti a farti rialzare e ti difenderò contro il crucco invasore, anche a costo di “sembrare” estremista, parola di talebano!
Ma se sarai una delusione, l’ennesima delusione come tante altre…. sappi che noi talebani non avremo nessuna pietà! Ti aspettiamo in garage, benvenuta tra noi.




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