Ritorno al passato: Gian Luigi Picchi & Alfa Romeo Giulia GTAm




Frugando nella cassa dove conservo foto,articoli di giornale e vari contenitori con le testimonianze della mia presenza nel mondo del motori è riemerso il book di quel giorno, del 2007, in cui tenni a battesimo e collaudai questa GTAm recuperata, restaurata e preparata da Ezio Campoli. La vettura era di proprietà di Luigi Cari, reatino, con trascorsi kartistici ed automobilistici, specialista delle salite. Parlando di corse con un mio concittadino venni a sapere che era in allestimento questa vettura e fui messo in contatto con Luigi. Più volte insieme a lui ed ad altri appassionati piloti reatini facemmo visita a Campoli nel suo atelier seguendo le varie fasi di allestimento e preparazione della scocca e al montaggio della meccanica fino al giorno della sospirata messa in pista che avvenne sul circuito sperimentale di Anagni.

Con la Alfa Romeo GTAm nel 1970 avevo debuttato come pilota ufficiale Autodelta a Silverstone arrivando sesto assoluto, poi in coppia con De Adamich avevo vinto l’assoluto sul vecchio Nurburgring, quello da 22km, avevo vinto l’assoluto a Zandvoort in una delle più belle e combattute gare dell’Europeo Turismo dell’epoca ed ero arrivato poi secondo al Jarama diventando vice campione con quattro gare. Fu del tutto naturale quindi che Luigi Cari mi chiedesse di testare la macchina. La vettura predisposta per le salite era a carburatori, questo avrebbe reso più gestibile la erogazione di potenza, circa 180 cv quella massima, ed avrebbe evitato il passaggio a vuoto tipico della iniezione Spica montata sulle GTAm dell’epoca che erogavano circa 210 cv, ed in seguito avrebbero raggiunto anche i 240cv.

Gli appassionati Alfisti sanno che la GTAm derivava dalla versione esportata in America della Giulia 1750 coupè con l’iniezione Spica per poter essere omologata e rientrare nei severi limiti di
emissioni dettati dalle leggi statunitensi. Am sta per America appunto.

Salito in macchina e messa in moto notai subito la differenza sul pedale dell’acceleratore, era assente appunto il passaggio a vuoto nell’accelerare che a un determinato regime di rotazione
dava molto fastidio quando era necessario a volte dosare specialmente nel misto.
A livello di assetto la macchina montava pneumatici molto più bassi di quelli dell’epoca e con
le mescole attuali sin dalle prime curve mi resi conto di quanta più guidabilità avesse la vettura
specialmente con la maggiore reattività nell’inserimento. Chiaramente c’era anche un maggiore grip che unito alla più gestibile erogazione della versione a carburatori, rendeva veramente piacevole e facile pilotare nel misto stretto di questa pista molto particolare con una sola curva
“vera” quella sinistra di immissione al rettilineo che con la GTAm si faceva in terza, subito dopo si affrontava una strettissima e veloce variante da affrontare già in quarta per poi appoggiare la quinta prima della staccata di un’altra strettissima variante sinistra-destra da seconda per andare nel curvane a destra con leggero scavalcamento prima della frenata per una curva impegnativa che immette in un misto destra-sinistra-destra con un allungo poi ed una frenata per una variante stretta ma veloce se impegnata saltando da un cordolo all’altro per andare verso la curva a destra di immissione al rettilineo box. Pista molto tecnica, anche se le vetture vanno in appoggio soltanto nell’ultima curva citata con dei limiti per la messa a punto delle sospensioni.

Fu veramente una bella sensazione guidare quella GTAm in una pista così particolare
ma sufficiente per verificare che tutto funzionasse a dovere in preparazione della stagione di salite che Luigi Cari aveva in programma. Finalmente salì anche lui sulla vettura e dopo molti giri rientrato ai box , con piena soddisfazione, tutti insieme, brindammo alla nuova vita corsaiola di questa bella e fascinosa vettura che aveva avuto una gestazione lunga un anno dal momento in cui Ezio Campoli aveva iniziato la sua preziosa opera di recupero.



3 comments — invia un commento

franco Colucci

Quanti ricordi GiANLUIGI!, Anche io mi ricordo di tante tue “imprese” specialente all’autodromo di Vallelunga negli anni ’68,’69(il tricolore in F3).
Già allora sul MESSAGGERO ti feci un intervista.
La “replica” aggiornata nel marzo 2014, oltre 40 anni dopo, come verrà? e che cpsa di inedito potrai dirmi e far sapere ai tuoi fans di allora e..di oggi? Ciao, con un abbraccio, al presente ed al….passato!
Franco Colucci

alberto

mi chiamo alberto , ho il dna alfite nel sangue sa o sapete se questa autovettura gtam ha esordito nella cronoscalata malegno borno anni 70 , mio padre ne fotografo una identica giallo ocra , ed io ho fatto ingrandire la foto , si vede l,auto mentre affronta un tornante..,, be comunque complimenti , l,alfa romeoo e stata e stile e cattiveria l,auto più rapresentativa nel mondo delle corse, ciao.ps ha monza un paio d,anni fa ho avuto l,onore di parcheggiare il mio gt in parte al gta del grande picchi,……

Gianagni

Leggero, e rimango ancor più ammirato. Compli barbozzi, ovvero complimenti, Gianluigi

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