Prova Confronto: Alfetta 1.6 VS Fiat 132 1.6 GLS




“Siamo tornati nel settore due litri”. Tale è lo slogan pubblicitario con il quale la Fiat nel 1972 presenta la sua nuova berlina, la 132. Nello stesso anno, in quel settore nel quale era già da qualche anno protagonista con la 1750 Berlina prima e 2000 Berlina poi, l’Alfa Romeo lancia il suo nuovo ed innovativo cavallo di battaglia: l’Alfetta.

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alfa-roma-club-prova-confronto-alfa-romeo-alfetta-fiat-132 (7)Vetture appartenenti allo stesso segmento, quindi teoricamente simili per impostazione. In realtà, sono quanto di più diametralmente opposto poteva offrire il mercato, come diametralmente opposta era la clientela alla quale le due auto puntavano: meccanicamente all’avanguardia e dal carattere spiccatamente sportivo, l’Alfetta si rivolge a chi ama guidare, che vuole quel “di più” a livello di prestazioni, che “freccia a sinistra e corsia di sorpasso”, nel solco della più pura tradizione Alfa Romeo; la 132 è per l’automobilista che cerca una vettura comoda, elegante, affidabile, di “sostanza” insomma, adatta sia all’uso professionale che all’impiego per il tempo libero (non è infrequente, d’estate, incrociare in autostrada una di queste berline con annessa roulotte al traino). Entrambe all’inizio devono essere “digerite” dalla rispettiva clientela: l’Alfetta, meccanicamente “nuova”, viene guardata con sospetto da chi è abituato alla Giulia, in quel periodo nel pieno della sua maturità; l’utente della 132, specie chi veniva dalla 125, lamentava la poca brillantezza rispetto a quest’ultima, che proprio della Giulia era stata la diretta rivale.

 

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Alfa Roma ha scelto di mettere a confronto queste due filosofie, opponendo tra loro due vetture dotate della medesima cilindrata: da una parte una Fiat 132 GLS 1600 del 1976, nella nuova estetica assunta col restyling del 1974, dall’altra una Alfetta 1.6 del 1975, uguale ancora alla 1.8 uscita nel 1972, semplificata in molti dettagli, come i paraurti meno avvolgenti, due soli fari di diametro più grande in luogo dei canonici quattro, qualche cromatura in meno sostituita da particolari nero opaco ed altri dettagli a sottolineare il ruolo di “entry level” rispetto alla classica e già diffusa 1.8. A titolo esemplificativo, anche per capire in che modo le due auto del servizio si ponevano sul mercato, ricordiamo che il prezzo di listino dell’epoca (1976) era di poco di più di quattro milioni e ottocento mila lire per la 132 1.6 GLS e di poco più di cinque milioni e mezzo per l’ Alfetta 1.6: quindi 700 mila lire in più per acquistare una Alfetta “semplificata” rispetto alla già accessoriata 132 1.6 GLS.

 

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All’interno è immediatamente percepibile la differenza di impostazione data dalle due Case: la 132 è molto curata, più rifinita, adeguata al ruolo di ammiraglia che rivestiva, specie col ricco allestimento GLS. Il posto guida è molto comodo, adatto ai lunghi viaggi ma non certo di impostazione sportiva. Per l’Alfetta discorso diverso: l’interno appare volutamente meno accessoriato sia rispetto alla 132 GLS che in confronto alla citata Alfetta 1.8, ma il guidatore è comunque in grado di trovare più agevolmente una posizione di guida più sportiva, adeguata alle prestazioni della vettura.

alfa-roma-club-prova-confronto-alfa-romeo-alfetta-fiat-132 (3)Sebbene entrambi i motori siano abbastanza pronti nel prendere i giri, il bialbero Alfa Romeo, forte dei suoi 109 cv opposti ai 98 del bialbero Fiat, ha prestazioni superiori. La tenuta di strada dell’Alfetta, per merito della perfetta distribuzione dei pesi e della architettura delle sospensioni, si rivela sicura e stabile in ogni condizione di marcia, tanto che il motore 1.6 appare quasi sottodimensionato rispetto alla parte telaistica, pur ottenendo prestazioni superiori alla Fiat in ogni frangente (accelerazione, velocità, ripresa ecc), mentre dal canto suo la 132 tende ad “imbarcarsi” di più richiedendo un maggior lavoro di sterzo, cominciando a divenire sempre più approssimativa soprattutto di retrotreno man mano che diminuiscono le condizioni di aderenza della strada. Ottima su entrambe la frenata, in quanto le due vetture hanno freni a disco sia all’avantreno che al retrotreno.

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Uno schema vincente quello dell’Alfetta che con vari affinamenti e migliorie verrà riproposto per le successive vetture “Alfanord” fino al 1992 anno in cui la 75 venne sostituita dalla 155, mentre lo schema meccanico della 132 sarà ereditato dalla poco fortunata Argenta per poi essere archiviato definitivamente nel 1984 alla presentazione della Croma.

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Due berline molto diverse quindi per filosofia e carattere ma accomunate dal fatto di essere delle degne rappresentanti della loro epoca.
Chi sceglie un’Alfetta 1.6 oggi oltre al disorso affettivo ha dalla sua parte l’enorme fascino del marchio Alfa Romeo simbolo di passione e di orgoglio per gli amanti del Made in Italy e particolare da non sottovalutare il vanto di poter guidare quella che già all’epoca era un’auto “diversa” dalle altre.

 

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alfa-roma-club-prova-confronto-alfa-romeo-alfetta-fiat-132 (8)Chi oggi sceglie la 132 avrà sicuramente motivazioni differenti…Molto importante come sempre è il discorso affettivo ed emozionale in quanto è stata una vettura molto diffusa che per anni ha accompagnato intere famiglie a spasso o in vacanza e allo stesso tempo è stata un’ottimo mezzo di lavoro. Chi ha qualche anno potrà ricordare i rappresentanti che si servivano delle 132 o i numerosi taxi in servizio nelle grandi città italiane e non. Insomma, una buona macchina che ad oggi merita di ben figurare dentro un garage, magari in compagnia di altri vetture che hanno caratterizzato la storia   automobilistica del nostro paese.

 

alfa-roma-club-prova-confronto-alfa-romeo-alfetta-fiat-132 (5)Come di consueto precisiamo che queste nostre “sfide” vogliono costituire principalmente occasione di incontro, di racconto e di confronto fra appassionati, come detto sulla scia delle emozioni e dei ricordi che anche altri modelli d’epoca posti accanto alle Nostre Alfa Romeo possono suscitare, e sulla base di qualche bella immagine e di una giocoforza sommaria descrizione delle caratteristiche dei mezzi utilizzati,  non avendo ovviamente la pretesa (anche perchè non ne avremmo nè i mezzi nè le risorse nè probabilmente le capacità) di essere delle prove su strada complete: per quelle,e per i rilievi prestazionali, ricordiamo e anzi consigliamo                                                         di consultare gli articoli dell’epoca sulle riviste di settore.

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3 comments — invia un commento

sabatino

Sempre affascinanti e puntuali le sfide di Alfaroma nel confronto tra vetture che hanno contribuito a fare la storia automobilistica d’Italia, sopratutto in quei tempi in cui l’auto Made in Italy rappresentava lo stile ed il design di avanguardia, nonchè la rappresentanza ufficiale delle vetture delle istituzioni. La prova merita quindi di citare che le protagoniste della “sfida” sono state spesso amiche e compagne di avventura sulle strade italiane come vetture di rappresentanza e scorta di illustri uomini politici ed anche, purtroppo, di fatti sanguinosi legati al periodo degli anni di piombo. Due grandi protagoniste che hanno onorato, servito ed a modo loro contribuito a rendere l’Italia un bel paese, nonostante tutto… Grazie Alfaroma, attendiamo la prossima sfida!

Marco Persico

Credo ci sia poco da aggiungere al commento di Sabatino che ringrazio per il contributo offerto.
Spesso si parla di macchine anteponendo le esperienze o i gusti personali alla storia. E’ bene invece ricordare e dare il giusto merito alla storia che ha caratterizzato la carriera di un modello. In questo l’Alfetta e la 132 hanno ben poche rivali…In tanti anni di carriera hanno rappresentato al meglio i rispettivi marchi e hanno fornito un forte contributo nel rafforzare l’immagine del Made in Italy nel nostro paese e all’estero. Dal canto nostro ci siamo divertiti ad affiancarle rievocando per poche ore lo spirito che caratterizzava i tempi in cui era facile vederle correre o passeggiare per le strade di Roma e dintorni 😉

Andrea Cuomo

Bellissimo come sempre….ricordo molto bene i 132 giallo taxi….quanti ricordi di gioventù dati da quest’immagine! 🙂 e come giustamente viene detto nell’articolo,molto è dovuto al valore affettivo / emozionale…la qual cosa mi ha fatto pensare alla Fiat Regata turbo diesel di babbo…quanti ricordi e quanti viaggi…addirittura un viaggio,in 5 persone, fino Londra ad Agosto e senza clima… 🙂

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