Prova confronto Alfasud Sprint – VW Scirocco. Piccole grandi coupé




Negli anni ’70 ogni costruttore importante di auto aveva nella sua gamma una coupé, una vettura di nicchia non destinata a tutti. Negli anni ’70 comprare un coupé voleva dimostrare la propria esigenza di distinguersi e provare agli altri che la guida sportiva era alla base del proprio modo di essere.

Una meccanica potente, una linea filante e un allestimento speciale sono gli ingredienti alla base di una coupé che si rispetti. Proprio queste sono gli elementi da cui i tecnici dell’Alfa Romeo e della Volkswagen sono partiti per preparare le loro piccole sportive.

Si tratta in entrambi i casi di vetture derivate dai modelli berlina: la Sprint nasce nel 1976 sulla base della Alfasud berlina del 1972, una vettura nata e concepita per essere la piccola economica in casa Alfa Romeo, ma senza fare la benché minima rinuncia alle caratteristiche che da sempre contraddistinguevano la casa italiana: meccanica raffinata, tenuta di strada, potenza e piacere di guida.


Per la Scirocco la storia è leggermente diversa, la sua nascita riprende per certi versi quella della Giulietta Sprint, infatti benché costruita sulla piattaforma della Golf , debutterà sul mercato un anno prima – 1974 – poiché costruita da una ditta legata ma indipendente alla Volkswagen: la Karmann. Questa carrozzeria vista chiudere la parabola della gloriosa Karmann-Ghia degli anni 60, ha cercato di realizzare una coupé che la sostituisse, trovando terreno fertile nell’idea di Giugiaro che già aveva proposto tale modello alla casa di Wolfburg senza ottenere riscontro.

Proprio Giugiaro in questo confronto ha un ruolo da padrone, ha disegnato entrambe le vetture. Sono tanti i punti in comune: guardate la linea del portellone, la forma dei parafanghi anteriori, la linea dei passaruota, sono stilemi inconfondibili di Giorgetto.
Dire qual è la più bella è difficile, almeno per me che scrivo l’articolo. La Sprint ha un muso più riuscito, meglio raccordato e più minuto – cosa che favorisce anche l’aerodinamica – mentre la coda è meglio realizzata da Giugiaro nella Scirocco, il vetro laterale posteriore che risale alleggerisce la linea e le conferisce un senso di velocità anche da ferma.
Dare un giudizio sulla linea è impossibile senza incontrare la suscettibilità di ciascuno con un parere che rimane giocoforza soggettivo, mentre è già meno opinabile qualche considerazione sull’abitabilità. La Sprint come l’Alfasud berlina ha un posto di guida eccellente, ottima visibilità in tutte le direzioni e un volante regolabile in altezza. Non si soffre la claustrofobia come in altre coupé. La Scirocco non è da meno con l’aiuto dei sedili regolabili in altezza si assume sempre una posizione di guida ideale e non affaticante. I sedili posteriori, simbolici nella Scirocco, sono invece un altro dei punti a favore dell’Alfasud Sprint.
In quanto a praticità, avendo entrambe il portellone, si direbbe un match alla pari, ma in realtà vince la Scirocco avendo la possibilità di abbattere il sedile posteriore. Quello della capacità di carico è un giudizio però che a noi appassionati di storiche alla fine interessa poco, pensiamo alle prestazioni.

Premetto che abbiamo confrontato due vetture di cilindrate e potenza diverse, la Sprint è una 1,3 da 79 cv mentre la Scirocco è una 1,6 da 110 cv e iniezione. Un match impari sulla carta, almeno in quanto a prestazioni assolute, che però non è di totale appannaggio della Scirocco, nonostante gli oltre 30 cv di vantaggio, per un semplice motivo: la coupé tedesca ha solo quattro marce. Benché il 1588 sia sempre più potente, performante – e meno assetato – del 1351 cc Alfa la mancanza di una giusta rapportatura, fa perdere molto di quel vantaggio che sulla carta va riconosciuto alla Scirocco. Si sente spesso la mancanza di quella marcia in più tra terza e quarta per divincolarsi meglio nel traffico veloce. Una sola cosa però si deve riconoscere al cambio della Scirocco: innesti precisi e secchi sempre e comunque. La coupè tedesca riesce in ogni caso a non sfigurare grazie alla differenza di peso: ben 45 Kg in meno a tutto vantaggio di accelerazione e ripresa.
Dal punto di vista freni, telaio, sterzo e sospensioni non c’è storia: la Sprint è una vettura superiore in tutto. I quattro dischi (gli anteriori in board)  sono una garanzia di frenate equilibrate, bloccaggi di ruote solo all’estremo, distanze brevi. Un tale impianto però ha bisogno di una perfetta ed accurata messa a punto,  cosa non necessaria alla Volkswagen che grazie al più “modesto” impianto misto dischi/tamburi richiede meno manutenzione ed ha una resa più costante nel tempo.

La tenuta di strada dell’Alfasud è imbattibile, perfetta fino all’estremo, ruote incollate a terra anche nelle peggiori situazioni, il tutto accompagnato da uno sterzo sempre all’altezza della situazione, preciso e diretto come si confà a una vera sportiva, segno che all’Alfa avevano ancora una volta puntato al massimo e in questo gioca un ruolo importante la particolare meccanica dell’Alfasud in cui spicca il propulsore a cilindri contrapposti (Boxer) la cui particolare struttura consente, di abbassare notevolmente il baricentro della vettura con evidenti benefici in termini dinamici. Non che la Scirocco tenga malissimo la strada, ma il retrotreno un po’ ballerino, l’assetto molto più morbido e una scatola guida imprecisa ad alte velocità dimostrano i limiti di un telaio studiato e concepito per ospitare nella maggior parte dei casi motori con potenze di 50 cv o poco più.

Qui ritorniamo a quanto detto in precedenza e capiamo dove siano andati a finire quei 45Kg: in rinforzi al telaio. Infatti la traversa dietro il sedile posteriore dell’Alfasud non permetterà di caricare bagagli, ma dona alla struttura una rigidità torsionale invidiabile. Stesso dicasi per la vasca servizi anteriore, la cui struttura, funge anche da barra duomi integrata al telaio.
Pensiamo però con un velo di tristezza che la storia ha dato ragione alla Volkswagen, ora tutte le auto economiche moderne hanno tale impostazione (il retrotreno della Scirocco sembra lo stesso identico della Punto). Ancora una volta quindi uniformità verso il basso non verso il meglio.

L’Alfasud dimostra di vincere questo match sicuramente per il piacere di guida, che poi è quello che nelle auto d’epoca interessa di più. Un motore più potente con un telaio così avrebbe reso la sfida davvero “impossibile” per la sportivetta tedesca!

(Luigi Cecconi è anche Presidente di Alfasud Club Italia e proprietario della Scirocco del servizio)

Alfa Roma vi dà appuntamento alla prossima sfida!



5 comments — invia un commento

Marco Persico

Complimenti a Luigi per l’ottimo lavoro!! Conoscendo il suo Amore per entrambe le vetture devo dire che non avrebbe potuto fare di meglio:-) Grazie

Leopoldo

Luigi Cecconi: un uomo, un mito… PUNTO. Gran bel servizio, comunque, e bellissime immagini. I miei complimenti ad Alfaroma.

Rosario

Iniziativa lodevole, la racconta lunga da dove le case automobilistiche tedesche hanno attinto per arrivare al livello attuale e dove erano 30 anni or sono. Tuttavia perchè non mettere al confronto i due coupè storici di casa Alfa, Gt Junior e Alfetta gt magari tra loro e anche con la sprint?

Andrea Sapia

Beh, dateci tempo, abbiamo molte comparative in programma…stay tuned! 😉

Marco Persico

A questo punto vedrei bene un bel poker a cui aggiungere una bella Giulietta Sprint;-)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *