Con Alfa Roma al Museo Storico Alfa Romeo di Arese




Che emozione! Grande, grandissima. Tornare al Centro Direzionale Alfa di Arese, riaperto dopo anni. Visitare di nuovo il Museo, rinnovato. Perché una emozione così grande, per me abituato negli anni ad andare spesso ad Arese? Per capirlo meglio ho visitato il Museo due volte nel giro di una decina di giorni. Immancabile la visita il 30 giugno, il primo giorno di riapertura, con la mia 33 che varca per seconda la portineria. E poi con Alfa Roma & Associazione Cinemalfa, l’11 luglio, per il primo evento organizzato dai Club all’interno del Museo.

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Dico subito che il tornare a camminare su certi pavimenti, entrare in certe sale mi ha originato l’emozione del “ritrovare” un vecchio amico. Ma il grosso lo fa il vedere come è cambiato, in meglio, questo “vecchio” amico. Che è simile, ma diverso: il rassicurante senso del “sei sempre tu”, ma il piacere di vedere che molto è stato fatto. Al Museo gli interventi, senza stravolgere, sono stati fatti a livello di arredi e soprattutto di luci.

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Ma che l’aria sia cambiata lo si capisce fin dalla strada: sul viale Alfa Romeo è stata creata dal nulla una nuova rotonda; al centro campeggia l’insegna “Museo Storico Alfa Romeo”: nessuno potrà quindi recriminare sulla scarsa visibilità delle vie di accesso. Da qua l’usuale vialetto che porta alla storica portineria del centro direzionale. Ma invece di andare dritti, e vedersi aprire davanti agli occhi il piazzale fra Direzionale e Museo, ora si volta a destra, si posteggia nell’ex “parcheggio fornitori” (tutto rifatto). Un’ alta copertura rossa si snoda da qua, attraverso l’ex posteggio dirigenti, ed accompagna il visitatore al suo ingresso nel mondo Alfa, nel corpo centrale del Centro Direzionale. Oggi si tratta proprio di una “casa Alfa”, come il progetto sognato, ed ideato, qualche anno fa: eccone i primi segni tangibili. L’ampio atrio ospita una pedana per esposizioni di auto, un bookshop (finalmente! E non si vendono solo libri, ma anche il merchandising del marchio) e la biglietteria. Ogni biglietto è di per se un pezzo da collezione: reca infatti, random, la foto di una delle vetture ospitate nel Museo. Vi potrà capitare la 33 stradale, la Carabo, il “siluro”, la 33 TT….
museo-storico-alfa-romeo-arese-club-alfa-roma-giulia-2015 (11)E poi inizia “la macchina del tempo”. Varcati i tornelli, ecco aprirsi il corridoio prima destinato a “raccordo” fra Direzionale e Museo/mensa dirigenti. Prima vi erano ospitati l’aereo “Angelo dei Bimbi”, la trattrice e la cucina economica, adesso vi “salutano” i motori avio di Alfa Romeo, ed anche pannelli che illustrano la storia del marchio e del Museo. L’ampiezza del posto fan presupporre che verrà sicuramente esposto anche qualcos’altro.

Ed ora pronti ad entrare nel mito? Si sale, una comoda e veloce scala mobile ospitata dentro un caratteristico “biscione rosso”, realizzato ex novo a lato della palazzina del Museo, vi catapulta nel mondo storico dell’Alfa. Una volta dentro, colpisce subito la luce. Tanta. E l’ampiezza degli spazi, amplificata dal fatto che entrando in questo preciso posto si ha la visione non solo del piano, ma anche di quello immediatamente sottostante (dove era la primitiva entrata).

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La prima sezione è “timeline”, con esposizione dei mezzi più significativi della storia Alfa. In totale sono esposte mano auto di prima, anche se tutto il patrimonio è conservato (ed il non esposto è nei magazzini). Ma ne guadagna il visitatore, perché gli diventa comodo girare attorno alle vetture, esaminarle, fotografarle.
Il museo venne inaugurato nel 1976, ed all’epoca era sicuramente all’avanguardia: sia come scelta aziendale, sia come architettura. Ma sono passati 40 anni. I miglioramenti nel corso degli anni non avevano purtroppo portato a eliminare quella caratteristica, se vogliamo “romantica” ma poco funzionale, da “cripta in penombra”. Ne sappiamo qualcosa, noi maniaci delle fotografie! Adesso dimenticate questo problema: l’esposizione è a perfetta misura di …. fotocamera di smartphone. Con ottima resa. La modernità dell’impianto attuale è sottolineata anche da inediti visori trasparenti, dove il visitatore può scegliere (cliccando) di scoprire di più sulla storia Alfa Romeo, preferendo un periodo anziché l’altro. E dietro ogni auto un totem non solo da indicazione del modello esposto, ma nel suo video integrato è un continuo susseguirsi di diapositive o filmati illustranti sia quel modello sia la storia Alfa di quel periodo storico. Non sto a fare l’elenco di cosa è esposto, o cosa no. Sarebbe stucchevole e francamente il bello è scoprirselo da soli.

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La sezione “timeline” procede fino ai nostri giorni. Dall’anteguerra si passa al dopoguerra, con 1900, la “fidanzata d’italia” Giulietta, la mitica Giulia, la poderosa Montreal, la scommessa di un’Alfa diversa come l’Alfasud, la raffinata e perfetta Alfetta, la 75 (che già era una instant classic vent’anni fa) e passando per 164 e 156 si arriva alla 8c competizione. Dall’inizio alla fine del percorso si è accompagnati dalla “spirale illuminata” che reca i nomi delle più significative Alfa Romeo: alloggiata nella tromba delle scale è un tratto, per me, distintivo e bellissimo della nuova esposizione.

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Scendiamo una rampa di scale, ed è tempo di pensare alla “bellezza”. Sia quella nota ai più, perché parliamo di auto commercializzate e vendute, sia quella da …. “addetti ai lavori” perché rimaste allo stato prototipale. La collezione del museo dispone di moltissimi prototipi. Nel “vecchio” museo erano ospitati in una sala “secondaria” ricavata nella parte finale del corridoio di cui ho parlato all’inizio. Erano molte, stavano un po’ strette, e soprattutto non era possibile vederle a 360 gradi (a meno di non usufruire delle vetrate che davano… sul corridoio, dovendo quindi uscire dal percorso). Oggi si è preferita una selezione, per esporle come in un museo moderno: con tanta luce, su una pedana solo lievemente rialzata, e soprattutto con grande spazio intorno per godere le linee, le proporzioni, da ogni angolazione. Inutile stare ad elencare i prototipi esposti ad oggi: la collezione sarà “a rotazione”. Ma qualsiasi vettura possiate trovare durante la vostra visita, non rimarrete sicuramente delusi né dall’auto né dal modo in cui viene presentata.

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museo-storico-alfa-romeo-arese-club-alfa-roma-giulia-2015 (3)Qualche gradino di scale ed è ancora bellezza, bellezza di auto di serie. Siano esse degli anni ’30 o del dopoguerra. Grande spazio è giustamente dato alla Giulietta ed alla Giulia, in una “mezzaluna” integrata da pannelli video a filo pavimento, che ci regalano filmati d’epoca a ciclo continuo. Alle spalle, un grande specchio che corre tutto dietro alle macchine: grande la sensazione di “spazio”, e positivo il rimbalzo di luce. Oltre al non trascurabile vantaggio di poter vedere quelle parti di auto altrimenti invisibili (le pedane non sono infatti calpestabili).

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museo-storico-alfa-romeo-arese-club-alfa-roma-giulia-2015 (16) Scendiamo ancora. Entriamo nella parte più emozionale dell’esposizione: la velocità. Che per Alfa significa soprattutto “corse”. Qua l’emozione si fa forte. Il lavoro architettonico è stato notevole: da due sale, collegate da una lunga rampa, se ne è idealmente creata una sola, su due livelli (la rampa non c’è più, e se ne recuperato lo spazio). Siamo alla base della spirale illuminata, e l’emozione si fa forte. Se siete “sfortunati” arriverete qua trovando tutto silenzioso ed illuminato. E vedrete il ben di Dio di vetture da competizione Alfa, dell’Alfa produttore d’elite, tutte di fronte a voi, su un ideale nastro d’asfalto di autodromo, con tanto di cordolo rosso e bianco. Più fortunati (basta aspettare qualche minuto…..) rimarrete al buio e, circondati da musica, godrete di un filmato proiettato su tre lati della sala che vi entrerà dentro, vi farà venire la pelle d’oca. E così siete pronti a visitare l’ultima sala, quella delle vetture da competizione più recenti, siano esse da turismo, prototipi o formula 1.
I colori dominanti sono il nero dell’arredo, e il rosso delle auto da corsa (con qualche ovvia eccezione).

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La visita volge (purtroppo!) alla fine. Ma ci son ancora alcune piccole sorprese, prima di tornare “su”. Vi danno l’arrivederci una serie sterminata e che pare infinita di modellini, ospitati un una grande bacheca realizzata nel triangolo creato dalla scala mobile di risalita. Che se vogliamo ha un solo difetto: va troppo veloce!!!! Quanto sarebbe bello vederli tutti, illuminati a giorno come sono! Eccoci quindi al piano auditorium. E’ stato ammodernato anche lui. All’esterno troviamo delle “bolle”. Curiosità….. cosa ci sarà dentro? Un video, una poltrona, un casco. Non vi dico nulla. Se non che è un assaggio di dimostrazione di come non necessariamente in un museo, specie oggi, ci debba essere del …”vecchiume” e basta. Usciti da li un salto in auditorium: con la proiezione 5D si conferma l’assioma appena detto, specie se si tratta di Alfa Romeo, quindi un marchio di emozione: perché negarsi le emozioni che la moderna tecnologia può dare????
Ora la parte espositiva è terminata. Ma ho parlato di “casa Alfa”. E non a caso. Nella propria casa ci si rilassa. E in questo nuovo Museo si può fare altrettanto, all’Alfa caffè. Se prima del caffè si vuol dare un’occhiata alla concessionaria, per qualche giorno viene ancora esposta la nuova Giulia. Quale altro posto poteva portare a battesimo questo nuovo modello, così importante? Per anni, da appassionati, abbiamo suggerito di presentare e “legare” i nuovi modelli al Museo Storico Alfa….

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museo-storico-alfa-romeo-arese-club-alfa-roma-giulia-2015 (18)La concessionaria molto luminosa, con auto esposte (ovviamente!) di colore rosso Alfa, ed anticipa sicuramente gli stilemi prossimi venturi della brand identity. Ok, si parlava di caffè. Ma non solo caffè. Perché in realtà è un ottimo ristorante, climatizzato, luminoso, con arredamento moderno e di classe. E per chi come me è un incallito fumatore, ecco una bella veranda dove poter fumare e trascorrere amabilmente del tempo, ovviamente seduti comodamente. E già che ci siete, uscite un attimo sul piazzale…… poi giratevi verso il corpo centrale del Direzionale, e sul tetto del quinto piano campeggia la scritta in corsivo “Alfa Romeo”. Si vede dalla A8, come si vedeva la scritta (più grande, questa ne è la …. figlia) posta sul silos prodotti finiti.
Tutto quello che vi ho descritto ha un nome ufficiale: si chiama “Motor Village Arese” (c’è pure una concessionaria Jeep). Il fatto che questo nuovo plesso sia chiamato “Motor Village” come altre strutture create da Fiat (il primo fu a Mirafiori) fa pensare che il progetto sia a lunghissima gettata e ci siano sviluppi futuri. Ah, dimenticavo, c’è pure un piccolo circuito di prova (fra Museo e autostrada)……..
Ora manca solo che andiate a visitarlo, una, due, dieci, venti volte……

Gallerie fotografiche sulla Nostra pagina Facebook

Sito ufficiale Museo Storico Alfa Romeo



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1 comment — invia un commento

Angelo Sorino

Ottimo lavoro Leo.

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