La favola della notte. La nascita di una giovane Alfa 75 (puntata 5)




Il pomeriggio Sabatino si avviò verso il garage, trovò la sua Baghina dietro una colonna, guardò perplesso il suo amico Zibi e gli chiese “ma come mai l’hai messa lì?”. Il giovane ragazzo polacco lo guardò sornione, poi gli fece notare che sicuramente era in una posizione vicina all’uscita, facile da sistemare, dalla quale nessuno l’avrebbe mossa e sopratutto ce la poteva mettere direttamente il proprietario senza rischi! Sabatino lo guardò soddisfatto, sapeva che era un amico ed aveva apprezzato molto quella sua cortesia. Finalmente salì sulla sua vettura, Baghi attendeva impaziente, mezzo giro di chiave senza tirare l’aria e Baghi partì. Finite le manovre per uscire dal garage, si avviò verso casa, dove sul balcone l’attendeva paziente il suo papà; arrivato sotto casa chiese ai suoi di scendere. Suo padre era emozionato, era felice di vedere che suo figlio era riuscito a comprarsi la macchina che desiderava, anche se con troppo sacrificio. Gli ricordava la sua moto Gilera, la cui storia nel 1952 fu simile a quella di Baghi; mamma Anna era invece di altro parere, era si contenta, ma non lo avrebbe mai dato a vedere, quelli erano per lei soldi sprecati!!!! Il ragazzo aprì la portiera e con fare elegante da chaffeur fece sistemare il papà davanti, poi aprì la porta dietro per far salire sua madre che entrò bofonchiando… Entrambi i genitori rimasero stupiti della dimensione e della comodità della vettura, erano stati abituati per 14 anni ad una 600 e per altri 11 ad una 127, quella macchina era al confronto una regina. Il ragazzo entrò soddisfatto, chiuse la porta, ma non potè fare a meno di percepire un odore, dapprima sgradevole, poi sempre piu’ penetrante. Si girò istintivamente prima verso il padre, poi guardò dietro, il naso indicava che l’odore proveniva dal basso… Ebbene si, prima di entrare la sua mamma aveva involontariamente pestato un ricordo lasciato da un cucciolotto di cane poco prima e, non essendosene accorta, lo aveva portato dietro con se. “Che Dio maledica tutti i padroni che lasciano i resti dei pasti del cane in giro, ma porca miseria manco l’ho presa che mi tocca portarla a lavare, ferma MAMMA non ti muovere!!!”. Il ragazzo scese dalla macchina, aprì lo sportello e delicatamente prese la gamba della mamma, il tappetino e li mise fuori dalla porta… Per fortuna il danno era estremamente limitato, e ripulita la scarpa ed accantonato il tappetino sul terrazzino di casa partirono per fare un giretto.

“Mamma mia ma che odoraccio, mi ricorda tanto quello che proveniva dal camion vicino ad Ughetto, quando ci siamo fermati sull’autostrada, dalle finestrelle provenivano tanti rumoracci… però erano carini quegli animaletti rosa col musetto rotondo con quei due buchi grandi…” Poi Baghi sentì il terrore nella voce del suo papà, capì che stava succedendo qualcosa di grave e rimase con i collettori in sospeso… Poi quando il suo papà rientrò in auto piu’ tranquillo capì che era passato tutto, ma rimase con la curiosità finchè non sentì il suo papà che disse “Va beh, che vi devo dire, dicono che porta bene, quindi cara mammetta speriamo in tanta fortuna!” Eh si, aveva pestato proprio un cacca di cane, Baghi lo capi bene cosa fosse tanto tempo dopo, quando in una strada di montagna ne pestò in velocità una di mucca fresca fresca…

Anche il pomeriggio passò e la notte fu tranquilla per Baghi, aveva un sacco di amichette nuove e simpatiche al garage con cui discusse e parlò di strade e posti del mondo da vedere; tra una chiacchiera ed un altra si addormentò. Sognò strade di montagna, di curve e tornanti, di salite e discese, anche se non sapendo bene cosa fossero apparivano come immagini confuse nella sua testata… Poi finalmente la mattina arrivò. Sabatino la portò in un piazzale davanti ad una chiesa, un prete disse una preghiera, poi benedisse Baghi che da quel momento si sentì anco di più parte di un progetto più grande, poi Sabatino salutò tutti, aprì la porta alla sua ragazza ed insieme partirono per fare un giretto. Imboccarono una strada stretta, poi arrivarono di fianco a San Pietro, quanto erano alte le colonne davanti a loro… Poi con un sorrisetto malizioso il ragazzo disse alla sua compagna “facciamo la Mille Curve facciamola divertire un pò, poi ti riaccompagno a casa” La ragazza guardò preoccupata Sabatino, ma sapendo che più di tanto non poteva correre si tranquillizzò un po’. Baghi non sapeva cosa fosse la Mille Curve, ma appena voltò a destra e vide la salita capì che era qualcosa di impegnativo; le sue amichette gli avevano detto che spesso le strade di montagna cominciavano così, che erano dure e faticose e si concentrò… La salita non fu lunga, ma una serie di curve a destra e sinistra nette ad angolo retto erano invece impegnative… Sabatino non esagerò, guidava cercando di capire le sensazioni, poi Baghi si rese conto di essere di nuovo all’ uscita del Gianicolo. Chissà se Oscar sarebbe passato ancora da lì, si concentrò e pensò con tutta se stessa “dai papà portami a fare un giro al Gianicolo”. Sabatino voltò per riportare la sua ragazza a casa, poi come se una voce nella sua testa gli avesse detto di passare per il Gianicolo disse alla sua amata “è presto, facciamo un giro al Gianicolo” Baghi fu felice, era forse riuscita a comunicare con il suo papà?

La macchina passò davanti la piazza, poi scese verso il Lungotevere e fece due tornanti consecutivi; il suo papà guidava fiero, felice, la sua ragazza lo guardava paziente, a lei le curve davano fastidio, anche se, come con Camilla, quella macchina sembrava addolcirle e renderle piu’ sopportabili. La coppia girò sul Lungotevere e per non finire nel traffico imboccarono una stradina stretta tra due muri alti; Baghina fu percorsa da un brivido quando il suo papà passò rasente i muri, ebbe paura di rovinarsi il trucco, ma Sabatino aveva già fatto l’occhio e preso le misure di quella macchina speciale, era come se guidandola sentisse le indicazioni di Baghi per non urtare… La sua ragazza lo redarguì pesantemente “Ahò ma che sei scemo, mica è Camilla che facevi la salita di S. Onofrio a tutta velocità, questa è più grossa”, poi rivolgendosi alla cucciolotta “piccoletta, guarda ‘sto bruto dove ti fa passare, abbi pazienza, se lo capisci e ci parli digli di stare più attento”, ma Baghi ridacchiando tra sè e sè disse divertita “Si, dai papà, più forte, dai che mi piace, sai Oscar mi ha detto che sono spericolata, non so bene che vuol dire, ma credo che sia qualcosa che funziona così come stai facendo”. Sabatino accompagnò la sua ragazza a casa, poi si diresse per il pranzo a casa, parcheggiò bene in vista e prima di andarsene si girò verso Baghi “Nel pomeriggio ti porto a fare una passeggiata in campagna, ti va?” Baghi non capiva, ma era sicura che fosse qualcosa di bello, quindi attese paziente il suo ritorno.

Alle ore 15.30 il ragazzo era sotto casa della sua bella, attendeva impaziente che lei scendesse per andare a fare un giro in campagna; finalmente lei scese, lui le aprì la porta e poi si diressero verso l’Aurelia. Baghi andava felice, l’aria passava attraverso la griglia del suo radiatore, il suo papà era attento a non strapazzarla, non aveva mai passato i 4000 giri, era veramente attento a tutto. Finalmente arrivarono in un posto dove tra case e fattorie rivide quegli strani animali rosa con il musetto lungo ed educatamente li salutò “Ciao ti ricordi di me, ero con Ughetto, ci siamo visti all’ area di sosta, eri sul camion di fianco al mio”, ma quell’ animale guardò Baghi con curiosità, allungò il muso verso di lei, fece “Sgrunt sgrunt” e non trovando nulla di commestibile nelle sue sembianze ed odori si girò e se ne andò. “Che maleducato” pensò Baghi “ma forse non era lui… eppure gli somigliava e l’odore è lo stesso… Mah, mica puoi stare simpatica a tutti no? Lo diceva pure Ughetto… Chissà dov’ è ora il mio amichetto…” Il ragazzo fece qualche centinaio di metri, poi si fermò, fece scendere la sua ragazza dalla macchina e scese anche lui, si fermò davanti al suo bolide, prese dolcemente le sue mani e gli disse con tutto l’amore che aveva “Dai, provala, guida tu, qui non c’è nessuno” La ragazza era titubante, aveva paura, ma lui insistette, quella era un’auto speciale, era una parte di se e lui voleva assolutamente condividerla con lei… “Papà ma sei sicuro di quello che fai? Io non la conosco, non la sento convinta, magari facciamo un’altra volta?” Baghi si concentrò al meglio di come poteva, ma lui era troppo inebriato dall ’amore e… Non la sentì!

Silvia entrò nell’ auto, aggiustò il sedile con fare nervoso, non era arrabbiata, era semplicemente terrorizzata dalla responsabilità di quel gesto, se fosse successo qualcosa non se lo sarebbe perdonato; poi sentendo le istruzioni del suo ragazzo prese piano piano conoscenza della macchina, in fondo era come la sua Panda 30, aveva frizione, freno acceleratore come la sua Panda…

Si fece coraggio, accese l’auto, ma non si accorse che il motore si era avviato e Baghi lo fece notare grattando con il motorino di avviamento; Silvia percepì la stessa emozioni di quando era salita sul cavallo e lui aveva percepito la sua paura, ma quella era una automobile inanimata, che sarebbe potuto succedere? Abbassò la frizione, cercò di capire come fossero posizionate le marce e dopo aver mostruosamente mosso la leva del cambio come fosse una clava, sentì la sua mano afferrata dal pugno sicuro del suo ragazzo. “Tieni abbassata la frizione” gli disse dolcemente, “ adesso questa è la prima, la seconda, la terza e la quarta” spostando delicatamente la leva nelle relative posizioni, “e qui la quinta, questa non c’è sulla Panda, ma tanto qui non serve…” poi guardò sorridente la ragazza, lei si sentì un pò più a suo agio, ma poco …

Baghi era preoccupata, aveva il motore bello caldo, era pronta, sapeva che il suo papà non era un folle e non l’avrebbe mai messa in pericolo, ma sentiva che quella ragazza non era pronta a dominare tutti quei cavalli… “Speriamo bene” pensò e quello fu l’ultimo pensiero sereno che gli passò per la testata perchè all’ improvviso sentì la frizione abbassarsi, l’ingranaggio della prima entrare a contatto con il sincronizzatore e poi…

“Vai” disse il ragazzo, “è tutta tua questa belva feroce, mi raccomando guarda il contagiri e non superare i 4000 giri, mi raccomando”. La ragazza diede gas, la lancetta del contagiri Salì a 2500 giri, alzò il piede dalla frizione un po’ velocemente e Baghi saltò in avanti, la ragazza alzò il piede dal gas, Baghi piantò il muso per terra, ma avendo un’altra sensibilità e dosaggio memorizzato nel piede la ragazza spinse a fondo di nuovo sul pedale del gas e Baghi pensò che volesse provare una emozione forte…

L’auto si accucciò di botto, scattò in avanti ed il rombo sommesso divenne un urlo di belva feroce, il contagiri salì di botto a 6000 giri… Un altro urlo disumano sovrastò quello che proveniva dal cofano motore, il ragazzo terrorizzato gridò “Ahò che stai a fa’, la seconda, metti la seconda!!!” La ragazza istintivamente afferrò la leva del cambio e senza distogliere gli occhi dalla strada alzò poco il piede dal gas, abbassò la frizione, ma non fino in fondo e strappando letteralmente la prima marcia infilò decisa la seconda rilasciando di scatto la frizione ed affondando di nuovo il gas. Il contagiri salì di nuovo a 6000 giri prima che finalmente, per inserire la terza, la ragazza alzò tutto il piede dal gas, abbassò tutta la frizione e, seppur con la solita “grazia”, infilò la terza marcia rilasciando piano il pedale della frizione e dosando bene, stavolta, il gas… “è divertente, basta prenderci un pò la mano, diciamo che scatta molto di più della Panda” disse girandosi finalmente verso il ragazzo, ma i suoi occhi verdi iniettati di sangue le fecero capire che era meglio rallentare e fermarsi… Aveva la faccetta di chi è stato colto con le mani nella marmellata, ma non sapeva perchè…

“Eh l’amore”, pensò Baghina, lei sapeva cosa stesse frullando nella testa del suo papà in quel momento… Valvole piegate, pistoni che stavano graffiando la lucente parete delle canne del motore, l’ingranaggio della prima con i denti dolenti… Nulla di tutto questo sembrava potesse essere coperto dall’ amore di quell’ uomo per la sua donna, Baghi sentì che doveva fare qualcosa, si concentrò forte e cercò di parlare al suo papà “ehi non è successo niente, ci sono abituata, sono nata anche per essere strapazzata, non ti preoccupare papi, non è nulla, non ti arrabbiare con questa graziosa fanciulla, sai anche lei era spaventata come me, non ci conosciamo bene, dai non ti arrabbiare!!!”

Il silenzio era sceso di botto nella vettura, solo il rumore del motore al minimo, che girava regolare, rompeva quell’ aria carica di tensione, poi il ragazzo guardò il contagiri, qualcosa lo rasserenò, pensò che forse non era successo niente di grave, che quella macchina era nata per questo e che in fondo aveva visto fare di peggio ai suoi amici Carabinieri, quindi guardò con occhi più calmi gli occhi della ragazza e trattenendo le imprecazioni che sarebbe stato naturale fossero l’inizio di una qualsiasi frase in quella situazione disse “Ma non lo hai visto il contagiri? Non ti avevo chiesto di non passare i 4000 giri?” La ragazza rispose imbarazzata “ma io non pensavo di aver passato il limite, quando la lancetta è salita a 40 ho messo la seconda, poi mi sono accorta che forse non era quella la lancetta, ma che ne so sulla Panda non ci sono tutti ‘sti strumenti, che ne so…” terminò la frase con fare disarmante. Il ragazzo non sapeva se ridere o piangere, Baghi intervenne di nuovo in soccorso “Vedi che non lo ha fatto apposta? E poi non è successo nulla, stai tranquillo, se non le sa le cose spiegagliele, in fondo hai colpa anche tu se gli fai fare le cose senza spiegargliele…”. Il ragazzo ebbe come una sensazione che ci fosse una vocina dentro la sua testa che lo incolpasse e gli facesse vedere le cose da un altro punto di vista che non gli apparteneva, guardò di nuovo gli occhi marroni che cominciavano a diventare lucidi ed imbarazzati, poi sorrise e rasserenò il suo sguardo “Accelera piano e delicatamente” disse alla ragazza che delicatamente ubbidì, il contagiri si alzò fino a 2000 giri prima di ridiscendere un pò “Ecco, vedi, quello è il contagiri, e quella lancetta non deve superare i 4000 prima di aver fatto 5000 Km”. La ragazza tolse il piede e l’indicatore tornò poco sotto i 1000 giri, poi disse a Sabatino “e dove è arrivata la lancetta prima?” Sabatino indicò un valore poco sopra i 6000 giri, “qui ho urlato, poi hai cambiato ed è arrivata di nuovo qui, vedi la zona gialla? Li devi stare attenta perchè sei un po’ oltre il limite consentito, poi la zona rossa è quella dove non si deve mai andare se non per emergenza e solo in casi limite… Dalla zona rossa in poi ogni punto potrebbe essere l’ultimo ricordo di un motore felice” terminò con tono serio. La ragazza capì e gli sorrise, lui si avvicinò e la baciò dolcemente, lei capì che gli aveva dato una grande prova d’amore, gli aveva affidato qualcosa di prezioso; lei lo guardò, poi scese e lasciò di nuovo il comando a lui. Passando davanti al muso di Baghina gli disse “scusami tanto se ti ho strapazzata, ma se non mi spiegano le cose…” Baghi sorrise tra se e se, pensò che era riuscita a far scampare una bella litigata tra quei due ragazzi innamorati… Poi sentì di nuovo il motore salire di giri e ripartì alla guida del suo papà.

La sera, dopo aver riaccompagnato la sua ragazza a casa, tornò al garage, parcheggiò direttamente la sua vettura dietro la colonna, al suo posto, poi scese, guardandola per l’ultima volta. Sorrise, le sfiorò il parafango ed il cofano e le sussurrò “Grazie, non capisco come hai fatto, non so come, ma sento che oggi se non ci fossi stata tu sarebbe stato un disastro, avremmo litigato di brutto; sai, lei ti vuole bene, se ti ha strapazzato non è perchè lo volesse, ma solo perchè è abituata a macchine più piccole e lente… Vedrai la prossima volta andrà meglio” Baghi era soddisfatta, poi, mentre sentì i passi del suo papà allontanarsi gli disse “Grazie papà, so che mi vuoi bene e tieni a me e questo da più valore al bel gesto pieno d’amore che hai fatto, mi hai affidato alla persona che ami, sicuro che non mi avrebbe fatto nulla di male, ed io ne avrò cura, ogni volta che lei sarà con me, da sola o con te, mentre andremo a spasso per il mondo, te lo prometto”.

Sabatino percepì una strana sensazione mentre saliva la rampa verso l’uscita, si spostò a sinistra per poter lanciare l’ultimo sguardo alla sua amata, poi sorridendo gli sussurrò “Buonanotte piccola Baghina, grazie della bella giornata, ci vediamo presto”. Baghina guardò la Thema Ferrari davanti a sè, i fari si incrociarono, la Thema capì al volo dallo scintillio delle parabole di Baghi che era felice e soddisfatta della bella giornata e del suo papà, e le sussurrò “Non adesso, abbassa i fari, chiudi gli occhietti e dormi, domani avremo tempo di parlare, ora sei stanca, va bene così ”. Baghi era esausta, non si fece ripetere l’invito, anche se la Prisma di fianco a lei voleva sapere, rilassò le sospensioni, stiracchiò le molle dietro e si addormentò serena.

Sabatino, sull’ uscio del portone, ripensò a quella giornata ed a quello strano personaggio che aveva incontrato il giorno prima, mentre saliva le scale verso casa ripercorse le parole di quel meccanico stravagante, la punzonatura OB, alle Alfa che li aveva fatti rappacificare più di una volta con la moglie, al fatto che le macchine riuscivano a comunicare con lui in qualche modo… Era successo qualcosa di simile anche a lui quel pomeriggio o forse era solo una illusione o una suggestione? La sera, prima di addormentarsi pensò che alla prima occasione avrebbe controllato le punzonature se esistevano davvero, chissà se avrebbe ancora rivisto quello strano personaggio, chissà cosa lo aspettava ancora? Chiuse gli occhi, sognando di loro, della sua Baghina con il motore in tiro su per le strade di montagna con lei accanto, con i vetri aperti, con il vento che scompigliava i suoi capelli ed una musica a volume alto dei Pink Floyd che li faceva volare in alto come aquile, fiere, libere e felici…

(fine. Tutte le puntate)

 



2 comments — invia un commento

Boxer33TwinSpark75

Buonasera

Ma c’è un forum qui? Non so dove scrivere, scrivo qua ma non so se è inerente. Quali sono stati gli anni di produzione dell’Alfa 75 2.0 TwinSpark II serie? Esclusa la serie numerata.

Andrea Sapia

Dal 10/88 al 12/92.

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