La favola della notte. La nascita di una giovane Alfa 75 (puntata 4)




La Giulia 1600 biscione color argento metallizzato arrivo’ veloce piantando il muso sul selciato; quando fu ferma il rombo era distinto, si udiva chiaramente che non era una normale Giulia, aveva l’assetto da corsa, era piu’ bassa delle altre, le ruote piu’ larghe e non aveva i paraurti. Oscar scese con la tuta dell’Alfa Romeo ancora sporca di grasso, poi sorridendo rispose al ciao fatto dalla bimba con la manina. “E’ incredibile” disse la nonna “riconosce il rumore della macchina del nonno da dentro casa…” Il ragazzo le sorrise mentre si avvicinavano alla vettura di Oscar per tornare dalla sua Baghi lasciata troppo tempo sola, e gli rispose “Beh, promette bene la piccola, sara’ una Alfista da grande”. La nonna guardo’ sconsolata il ragazzo gentile, poi disse “E’ un destino quello della mia famiglia, sembra scritto nel dna, tutti Alfisti a casa nostra”. Poi la bimba corse verso Oscar, aprendo le braccia come un uccellino che tenta di volare, Oscar la abbraccio’ prendendola al volo sollevandola e facendola volare due o tre volte in alto. Poi stringendola forte a se disse alla giovane coppia che nel frattempo si era avvicinata “Alfisti si nasce, non si diventa, e’ come il richiamo del sangue, non puoi non ascoltarlo, prima o poi ti sovrasta; certo mi fijo ha voluto chiama’ sta creatura Flaminia, nome romano, importante, ma certo nun la poteva chiama Alfetta, Giulia, mi moje, ce l’avemo gia’, e poi ormai semo diventtati AlfaLancia Industriale…” fini’ ridendo con una risata grassa… “vorra’ di che sara’ pure un po’ Lancista…. Che fine avemo fatto, la nemesi de fini’ associati alla concorrenza… mah…”. Il ragazzo guardo’ la Giulia con ammirazione, avrebbe voluta averne una esattamente cosi’, era l’auto dei suoi sogni, l’AUTO per eccellenza. La accarezzo’ poi chiese “posso salire un momento?” Oscar colse il valore di quel gesto delicato ed acconsenti’ serenamente, ma dopo un momento avverti’ una strana sensazione di disagio, una fitta dritta al cuore…
Baghi aveva assistito alla scena da lontano ed all’improvviso un rumore sordo, ma familiare, le era entrato dai collettori di aspirazione, poi quando la giulia si era fermata ed un uomo con aria familiare era sceso era trasalita, era il suo papa’ magico, Oscar, insieme al suo padroncino! Poi una fitta di tristezza, quando vide il suo nuovo papa’ salire dentro la giulia, una serie di pensieri attraversarono i suoi pistoni, senti’ l’acqua nel radiatore salire di temperatura, penso’ “altro che amore, cominciamo bene”, e poi Oscar non l’aveva nemmeno guardata, non si era accorto di lei. Decise che anche se non sapeva come fare doveva chiamare Oscar, ma un rumore sgraziato come di un sibilo usci’ dal servofreno, non sapeva fischiare, non sapeva che fare, ma aveva bisogno del suo papa’!
Il ragazzo scese dalla giulia ringraziando Oscar, si presento’ e gli disse felice “anche io sono un Alfista, da oggi, quella laggiu’ e’ la mia piccola Bagheera, Baghi per gli amici”. Oscar guardo’ la macchina, si giro’ verso la moglie con un sorriso strano, poi chiese al ragazzo di ricambiare la cortesia. “Ma certo, che domande, certo che si puo’ accomodare” Sabatino apri’ lo sportello ed Oscar entro’ nell’abitacolo, strinse il volante e senti’ chiaramente la voce della sua bambina.La moglie lo guardo’ in modo strano, cosa che non sfuggi’ a Silvia, attenta osservatrice, poi gli disse “adesso mica mi vorrai convincere che hai fatto anche questa? Dai su, ma non e’ possibile ma le trovi tutte tu?” fini’ un po’ infastidita Giulia, mentre prese per mano Flaminia. Oscar la guardo’ con occhietti puntuti, con la faccia da schiaffi che l’aveva fatta innamorare, poi le disse “ma lo sai che quelle che ho fatto io sono tutte speciali… e’ che io ci parlo, le sento mentre le costruisco, ma solo poche ricevono un dono speciale, ci parlano con me ed io parlo con loro…” Giulia scosse la testa, poi guardo’ il ragazzo con aria materna e gli disse “Adesso gli chiedera’ di scommettere una cena che se trova delle lettere sulla carrozzeria l’ha riconosciuta che l’ha fatta lui… Di solito chiede pure di smontare la macchina… non gli date retta senno’ non la finisce piu’!” Oscar guardo’ serio la moglie, poi sentenzio’ “sai che l’ultima creatura da me fatta era una 75 1.6 bianca, il numero di telaio ce l’ho a casa, non me lo ricordo a memoria, sto a invecchia’, ma Giovanni mi ha detto che l’hanno portata a Roma ma nun m’ha voluto dire dove, e me potrei gioca’ ‘na cena che e’ questa qua!”. Rimbecco’ subito la moglie stizzita rivolgendosi alla coppietta “Aho’ ma lo vedete sto bauscia? Ma cume te viene in mente di fa sta roba cosi’ a persone che non se conosce, ma che modi terrun” Il ragazzo guardava divertito la scenetta e pensava a come sarebbe stato il suo di futuro, ed a quella coppia strana, lei sicuramente del nord, lui romano verace, erano divertenti e lo incuriosivano. Si fece coraggio e chiese, quindi, ad Oscar che cosa fosse questa storia… Oscar, visto che quel ragazzo gli era particolarmente simpatico, racconto’ velocemente la sua storia all’Alfa Romeo, della nascita di Baghi, di come l’aveva accudita fino alla sua partenza da Milano, di come aveva lasciato istruzioni precise e tutto avrebbe pensato tranne che di rivederla li’ a Roma sulla piazza del Gianicolo! Poi aggiunse “E st’infamone de Giovanni nun m’ha voluto di’ ndo l’aveva portata, solo perche’ nun gl’ho mai riccontato la storia de come le segnavo ste machine…” Il ragazzo sempre piu’ affascinato da questo strano personaggio uscito dal nulla continuava a chiedere lumi a riguardo della storia e dei personaggi, tipo chi fosse Giovanni. Oscar, loquace, rispondeva divertito “Giovanni e’ quello che c’ha la bisarca e porta le Alfa da Milano in giro per tutta Italia, mo c’ha pure un camion nuovo nuovo e fa er fighetto insieme ar fijo…” Baghi prese coraggio e disse ad Oscar “Si lo conosco quel camion, e’ simpatico e si chiama Ugo, Ughetto con gli amici, e’ stato tanto tenero e gentile con me, mi ha tenuto salde le ruote per tutto il viaggio e mi ha chiacchierato tanto durante il viaggio che e’ volato..mi ha fatto tanto coraggio, senza lui sai che spavento… e poi mi ha fatto vedere Roma da qui, me lo aveva promesso e mi ha fatto subito innamorare perche’ questo posto e’ speciale, pero’ non mi sono dimenticata della promessa di andare al colosseo che ti avevo fatto e poi….” continuava a dire Baghi veloce al suo papa’, sapendo che aveva poco tempo a disposizione. Oscar guardo’ il contachilometri poi disse rivolto alla macchina “lo so, lo so piccoletta, ammazza quanto chiacchieri!” poi vedendo che i ragazzi lo guardavano strano continuo’ con non calanche “ma je vojo ‘n bene dell’anima, a Giovanni, e lo perdono, t’aricordi Giulie’ quanno se semo conosciuti?” La moglie lo guardo’ con occhi innamorati e teneri “Eh si che m’aveva detto che eri strano, bravo ma strano, ma mica pensavo che fossi cosi’ scemo… Vedete, dice che lui ci parla con le sue macchine, con quelle speciali, ci parla e loro gli rispondono… Stia attenta signorina” disse rivolgendosi a Silvia “cominciano tutti cosi’, prima lo immaginano, poi cominciano a sussurargli qualcosina, poi cominciano a parlarci e poi… E poi si ammalano e non li recuperi piu’!” Oscar guardo’ la moglie teneramente, poi gli disse “pero’ a sti ragazzi dije pure quante risate se semo fatti e quante volte si nun c’era n’Alfa a facce fa pace…” e termino’ cosi’ lasciando all’immaginazione tutto il resto…
Poi disse al ragazzo che per essere certo con prova provata avrebbe dovuto smontare il sedile dietro e fargli vedere una delle punzonature che faceva su vari lamierati, cosi’ che avrebbe potuto riconoscerle solo lui, anche se ne cambiavano parte dei pezzi punzonati. Sabatino sorrise, ma per quel giorno Baghi era gia’ stata smontata e non aveva intenzione di ripetere la cosa… Oscar sorrise e disse al ragazzo “bravo, avrei fatto pure io la stessa cosa, ma se per caso un giorno ti dovesse capitare di smontare il sedile dietro, qui, a questa altezza, guarda bene che ci sono una O ed una B, le mie iniziali… Io lo so che e’ la mia ultima cucciolotta, e sai perche’? me lo ha detto lei, il richiamo del sangue… nun c’ho bisogno de smonta’ gnente…” termino’ sorridendo. Sabatino lo gaurdo’ serio “io non sono capace di fare il meccanico, mi piacerebbe, ma arrivo solo a cambiare l’olio e farmi le pasticche dei freni, ho paura a mettere le mani qui…” Oscar lo guardo’ serio “Sai quale e’ la differenza tra te ed un meccanico? Che nun e’ detto che er meccanico sia piu’ intelligente de te, magari ce mette di meno a fare un lavoro, ma nun e’ detto che sia meglio de te. Nun te lo scorda’ mai!” Sabatino ascolto’ quelle parole con attenzione, ma in cuor suo sapeva che non avrebbe mai avuto il coraggio di smontare qualcosa da quell’opera d’arte. Comunque annui’ per cortesia.
Baghi era tutta emozionata, la benzina schizzo’ nelle sue trombette di ripresa, non stava piu’ nella pelle, l’emozione era fortissima, Oscar era con lei, era di nuovo con lei…
Oscar guardo’ severo il ragazzo “Te lo hanno spiegato che non e’ una macchina normale, vero? Un Alfa si guida prima col cuore e poi col cervello, devi sentirla, devi lasciare che lei guidi te e tu devi guidare lei, devi averne cura e lei avra’ cura di te. Come fare lo scoprirai nel tempo, ma sappi che quello che farai con lei non potrai mai farlo con un’altra auto che non sia ben preparata”. Poi abbasso’ la mano fino a cercare la leva del cofano, lo apri’ e disse la ragazzo di mettere in moto; il motorino di avviamento giro’ per un po’ ma non ne volle sapere di partire al primo giro. Al secondo giro di chiave finalmente il motore si avvio’ regolare… L’emozione aveva fatto pompare troppa benzina nel carburatore, ma Baghi si riprese subito, non voleva fare brutta figura. Oscar si chino’ sul motore e disse piano “ciao cucciola come stai? Non speravo di rivederti” Baghi ricomincio’ il racconto di tutte le sue avventure fino a quella mattina, poi Oscar sorrise per prenderla in giro “E tu pensi che davvero quell’Alfetta ce l’avesse con te? Sai molte sono cosi’ perche’ ci nascono, altre ci diventano per come sono trattate, altre si incattiviscono quando sono abbandonate… Ammazza pero’ quanto chiacchieri sei peggio de me… Certo che pure cor padrone tuo te sei proprio trovata, er giorno che trovi er modo de comunicacce poraccia la moje e quanno riuscira’ a mettese in mezzo tra le chiacchiere vostre?” poi guardo’ sorridendo il ragazzo “E’ bella vero? Ma dimme la verita’, la cambieresti con una di quelle?” disse ammiccando alla giulia. Il ragazzo lo guardo’ serio, poi gli disse piantandogli gli occhi nei suoi “Nemmeno se fosse d’oro, lei e’ MIA. La giulia e’ stato un sogno di bambino, mi ha fatto diventare alfista, mi ha fatto sognare di essere il poliziotto buono alla caccia dei cattivi, l’ho vissuta al cinema ed in televisione negli inseguimenti tra ladri e guardie, ma non potro’ mai permettermene una, quindi rimarra’ un sogno… Ma lei no, lei stara’ con me tutta la vita, la venderei solo se non posso piu’ permettermela, ma spero non accada mai, ho fatto tre lavori per comprarla ed ancora li faccio per mantenerla… Lei e’ mia” concluse serio. Oscar sorrise, poi si riabbasso’ sul motore e si avvicino’ ai carburatori, e sussurro a Baghi “Non essere gelosa, gli uomini, specie i maschietti, guardano sempre le altre, ma nel loro cuore hanno solo un amore per volta… Lui e’ innamorato folle di te, quindi smettila di fare la gelosa, qualunque macchina avra’ nella sua vita dopo di te, tu sara sempre con lui, e’ sincero, lo sento. Per imparare a comunicarci fai quello che hai fatto con me, sei magica, ma nun fischia, nun e’ pe te!” concluse chiudendo il cofano. Oscar strinse la mano al ragazzo, i suoi occhi verdi brillavano al sole, era felice di sapere che la sua creatura speciale sarebbe stata in mani giuste, poi gli auguro’ buona fortuna si avvicino’ alla sua giulia, sali’, mise in moto, ingrano’ la prima, parti’ piano, passando vicino a Baghi la saluto’ con la mano, poi girando intorno alla statua di Garibaldi affondo’ sul pedale del gas ed un ruggito esplose dal cofano, i 160 cavalli e le trombette di aspirazione fecero sentire la loro prepotenza.
Anche la giulia di Oscar quando passo’ accanto a Baghi la saluto’, gli disse di essere in gamba e che sicuramente si sarebbero riviste; la coppia di ragazzi saluto’ Oscar, la moglie e la bimba che si giro’ sullo schienale e continuo’ a salutare teneramente con la manina finche’ la coppietta non scomparve dalla sua vista.
Quando la Giulia argento fu scomparsa dalla loro vista, Silvia non resistette oltre “aho’ ma mica me diventerai cosi’? Ammazza che gente strana che gira, pero’ e’ vero, la moglie mi diceva che ha lavorato davvero alla catena di montaggio e che stampigliava le macchine per riconoscerle, e che le riconosce sempre… Piccola” disse aprendo lo sportello di Baghi “ti volevano fare la bua, ma dovevano passare sul mio cadavere…” disse chiudendo lo sportello. Sabatino sali’ sulla macchina, chiuse lo sportello, poi guardo’ incuriosito la sua ragazza “aho’ guarda che la macchina e’ la mia e ce dovrei parla’ io, invece ce parli tu? Annamo bene, meno male che quello matto poi so’ io…” fini’ ridendo.
Si era fatto tardi, il ragazzo riaccompagno’ a casa la sua ragazza, poi si diresse verso il garage pubblico dove avrebbe lasciato la sua Baghi; un ragazzo biondo, alto, lo attendeva sorridente, poi appena arrivato in garage gli apri’ lo sportello, abbraccio’ forte Sabatino e gli fece i suoi auguri “Ma e’ bellissima, complimenti, non e’ una macchina, e’ un sogno, noi in Polonia non l’abbiamo mai vista”. Sabatino sorrise al suo amico Zibi, avevano fatto amicizia dal primo momento che si erano visti, sapeva che nelle sue mani sarebbe stata trattata come nelle proprie. Gli disse scherzoso “Prego, Sali pure, ma nun te ne anda’, che questa se ribella, vuole veni’ a spasso solo con me!” Zibi sorrise, non avrebbe mai osato fare una cosa simile, specie con il suo amico, poi penso’ alla faccia che avrebbe fatto sua moglie Eva se si fosse presentato con una macchina cosi’!
Il motore si avvio’ e la vettura fu sistemata con cura in un posto facilmente accessibile, poi Sabatino la guardo’ per l’ultima volta a meta’ della rampa, poi si giro’ e si avvio’ verso casa. Il pomeriggio sarebbe tornato a riprenderla per presentarla alla sua famiglia, per ora doveva riprendersi un po’ dalle tante nuove emozioni. Quale futuro lo aspettava? Quali avventure? Quali paesi nuovi da scoprire? “Benvenuta a casa Baghi” penso’… “Grazie papa’, ora so di essere a casa” rispose a distanza Baghi. Il ragazzo ebbe l’impressione di sentire la risposta, ma penso’ fosse il risultato delle tante emozioni che ravvivavano la sua immaginazione dopo quell’incontro con quello strano personaggio…

4. Continua…

Qui la 3a puntata



4 comments — invia un commento

Luigi Alfieri

MERAVIGLIOSA STORIA!Commovente nel vedere tanto amore per qualcosa che ora non esiste piu’…Grazie…

Marco Persico

Passerei ore ed ore a leggere questi racconti….Un grazie a Sabatino per l’impegno e la passione profusa….non vedo l’ora di leggere il seguito:-))

Andrea Sapia

Non avrei mai creduto un giorno di ritrovarmi a seguire con interesse una assurda favola zeppa di auto parlanti e bisarche ciceroniche, e chissà quanti come me la seguono costantemente ma non lo dicono in giro se non sottovoce per paura di esser scherniti o criticati da amici dal carattere dominante!
Bravo Sabatino, hai trovato un ottimo passatempo: per te che scrivi e per noi che ti leggiamo a puntate…

giancarlo tonelli

“”è lungo, ma scorre!!””…(come diceva un’amica)…a parte gli scherzi, mi sono divorato tutti e 4 i racconti in un sol boccone! ho gli occhi rossi; ma il cuore gonfio di soddisfazione! Il “poema” meriterebbe di diventare un copione teatrale, tanto è di spessore! Momenti esilaranti(vedi il viaggio “di culo” sulla bisarca), alternati a scene strappalacrime(nel garage con giulia,alfetta e montreal)…Leggendo l’opera omnia di Sabatino, mi sono seduto in una poltroncina del teatro Sistina e sul palcoscenico,davati a me, c’erano Aldo Fabrizi, Gigi Proietti ed Enrico Montesano che recitavano in romanesco la favola di Baghi !!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *