Il Mago Franco Angelini è volato via per l’ultima corsa. Alfa Roma lo saluta con affetto




Ho appreso della notizia della scomparsa di Franco Angelini direttamente dal nostro blog che abbiamo voluto come sodalizio per condividere le nostre passioni e le nostre amicizie. E Franco era subito diventato amico di Alfa Roma e di noi tutti come accadeva ogni volta che incontrava un appassionato cui trasmetteva passione e simpatia.

Mi si è gelato il sangue nel leggere le righe di Patrizio Dessi nel post in cui annunciavamo che Franco era stato con noi allo stand a Fuoriserie. Anni fa mi aveva trasfuso le sensazioni che ho letto sui volti di tutti quando una leggenda si materializza davanti a te. Fai fatica a mettere in ordine tutte le emozioni e tutti i racconti che il Mago ti snocciolava con la genuinità di chi ha l’Alfa Romeo nel cuore da sempre.

Un amico comune mi disse “Ti faccio conoscere una persona e resterai senza parole”. Vero, senza parole, oltre a “piacere” e “sì, sono Alfista”. Che detto al cospetto di colui che conosceva i segreti delle Alfa Romeo meglio di chi le costruiva è una professione di fede. Poi stai zitto ad ascoltare mentre i decenni e i modelli scorrono via e i piloti ti sembra di averli seduti accanto a te.

Ci sarebbe voluto un registratore per raccogliere i mille racconti che ho ascoltato al bar di via Cassia, due passi dalle nostre case, e in altre occasioni, a Ponte Milvio mentre si addentava un frutto. Con quella cifra di semplicità e schiettezza che, sono sicuro, avrà contraddistinto tutta la vita di Franco Angelini.

Il momento era sempre buono per parlare di un motore, di un accorgimento, di una vettura che andava benissimo in circuito o per strada. La Giulia del “Pistola”, per esempio. O le speciali che scorazzavano su Piazza dei Giochi Delfici e dintorni di un suo amico.

Io dovevo fare i conti con un passato in altre città, essendo romano d’adozione e in età non proprio da pisello, per cui ricucire persone e fatti al garage di Monteverde mi ha sempre dato molte sorprese, alcune recenti e legate proprio ad Alfa Roma.

E mi piace ricordare Franco che era venuto a vedere la Montreal in garage. “Potrebbe andare meglio, molto meglio”, mentre staccava e attaccava pipette e raccontava delle sue impressioni quando l’aveva provata e di come sarebbe stata più performante con questo o quello accorgimento.

O quando mi fece fare un giro nel suo magazzino alla Magliana che stava per sgomberare. Una caverna da mille e una notte per un alfista che si sarebbe perso solo a girare tra pezzi di ricambio, motori, strumentazioni. Avevo visto una scatola di mattonelline con il logo dell’Alfa Romeo che aveva realizzato per personalizzare gli spazi e gli chiesi di poter prenderne una. “Fai, fai pure e anzi non hai una 75 ASN?”. Sì, perché. “Questo non ce l’hai”. Il pomello in pelle da depliant che mancava alla TS.

Scusa Franco, ma questa scritta con il tuo cognome, ti dispiace se la prendo per la mia collezione? Ero rimasto solo un po’ perplesso davanti a una 155 che portava le sue insegne. Così legato all’immagine delle GTA mi sembrava fuori posto. Mi descrisse tutte le modifiche apportate alla vettura per farla andare forte mentre i miei occhi si posavano su marmitte e carburatori di un tempo ancora più lontano. Era innamorato del suo lavoro anche ora che era un ricordo.

Non ho mai capito quale fosse l’Alfa cui aveva tenuto di più. Ma suppongo che ogni auto uscita dalla fabbrica fosse stata studiata e amata. E non per forza nell’ordine che ho scritto.

A noi di Alfa Roma resta l’emozione di due giornate che saranno indimenticabili e il dispiacere di non aver potuto esprimere a Franco ancora una volta il nostro affetto con la “Giornata in officina” che avevamo previsto per ascoltare consigli e racconti di una persona speciale.

Vorremmo trasmettere la sua passione a quanti non hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto e speriamo di riuscirlo a fare insieme ai suoi amici di sempre. Per ricordare che un marchio è fatto di auto e di uomini. Come Franco Angelini, il Mago che ha saputo far volare il nome dell’Alfa Romeo oltre ogni limite immaginabile per un’officina di Roma.

Riposa in pace, Franco, e che la terra ti sia lieve. A far borbottare disciplinati i motori che tanto hai amato ci saranno anche gli amici di Alfa Roma insieme a tanti altri, sabato 18 alle ore 11 alla chiesa di S. Andrea su via Cassia.



6 comments — invia un commento

manuel

TUTTI TI RICORDERANNO SEMPRE!!!!!
ciao grande!!! rip

marco

grande franco solo tu sei riuscito a far primeggiare le nostre amate 75 turbo, giulietta turbodelta e alfa 90 i.e grazie ancora

alessandro contigliani

addio grande amico mio,non dimenticherò mai i tuoi consigli,un abbraccio a maria.

gino

ho saputo solo da poco di franco e mi dispiace con lui ho passato intere giornate in officina un grande uomo e maestro mi ricordo nel suo periodo più difficile quando per uno sbaglio di un suo collaboratore la sponda del camion corse gli spezzo la gamba lui non si fece scrupoli prese un alfetta con cambio automatico e andava in officina con le stampelle il suo gta bombardino era uno splendido gta carta da zucchero metallizzato lui disse questo lo preparo per correre e cosi fece grande vettura e che dire al mio matrimonio mi fece scegliere la macchina la sua alfa 90 3000v6 biturbo un vero gioiello o la sua nuova fiammante 164 turbo appena uscita dal salone alfa !! scusate ma ho tanti ricordi di un grande uomo ciao franco amico di tutti !! gino

gino

scusate volevo rettificare era una alfa 90 2500 v 6 !!!

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