Giulietta Turbodelta. A spasso con uno dei pochi esemplari in restauro




Giulietta Turbodelta. Sono poche, pochissime, quelle arrivate sino a noi dal 1983-1984, i due anni in cui si consumò la produzione di questa autovettura che portava il simbolo dell’Autodelta dell’ingegnere Carlo Chiti. Circa 350 auto che disponevano di un motore turbocompresso alimentato a carburatori come già era stato fatto anni addietro con l’Alfetta Gtv. La particolarità è proprio quella dei carburatori, ultime retroguardie di un mondo che stava passando in toto all’alimentazione a iniezione. Basterà ricordare che i cavalli, 170, arrivavano con un sol colpo di frusta a spingere un corpo vettura sufficientemente agile e leggero per impensierire auto con maggiori aspirazioni.

Alfa Roma ha la fortuna di annoverare due soci che la possiedono. L’hanno trovata abbandonata e hanno iniziato un lungo e puntiglioso lavoro di restauro. Ma già così, al 50% delle sue possibilità, ti fa innamorare del suo soffio brutale. Anche andando tranquillamente a passeggio per le strade di Ostia, vicino Roma.





9 comments — invia un commento

Gianluca

Spettacoloooooo !!!! La sognavo già ai tempi del Liceo e ho avuto la fortuna di salire su un esemplare con preparazione stradale . Coppia Mostruosa !

Andrea Persico

Poter guidare una Giulietta Autodelta è sempre un piacere….. sono particolarmente legato a questa versione “Pepata” della Giulietta, mi riporta indietro negli anni quando appena 14enne iniziai a lavorare presso l’officina Alfa Romeo di Ostia dove il titolare era proprietario appunto di una Turbodelta….. ero attratto dai suoi interni rossi, talmente rossi da sembrare accecanti….cosi come la moquette…. i poggiatesta a retina (che ritroviamo sulle Gtv dall’83 in poi, Sprint Q.Verde e Alfa 33 Q.Verde fino all 86) il volante MOMO derivato dalla Giuletta 2.0 Super (qui nero anziche marrone) quel suono unico e inconfondibile…lo riconoscerei tra mille…..i cerchi in lega specifici che calzano i “FAMIGERATI” Michelin TRX, croce e delizia degli appassionati di auto sportive anni 70 e 80….. la amo in maniera quasi ossessiva e sara una di quelle vetture di cui prima o poi diventero FELICE PROPRIETARIO. Giuro!!!

Gianluca

Ti ci vedo mooolto bene Andre !!!! Curare la manutenzione di questo gioiello è veramente coinvolgente . Fare la carburazione giusta stagione per stagione … conoscevo un proprietario che si annotava su un quaderno tutti i parametri e faceva test su test .

marco

io l’ho avuta,era targata AQ e l’ho acquistata a km 0, la velocita’ di punta non era alta 200-205,raggiungibili anche con una 2000 normale, per farla camminare forte bisognava prepararla, i contenuti tecnici erano interessanti e la rendevano esclusiva

marco

ho guardato l’album ma quella targata L’AQUILA non l’ho vista volevo vedere se era la mia io l’ho venduta nel 2004, ma presto ho intenzione di acquistarne un’altra ma in giro ci sono tutti scafandri ciao e grazie

Marco Persico

Hai ragione ma ora è targata Roma…ad ogni modo se l’hai venduta nel 2004 non è la stessa macchina;-)

marco

che voi sappiate esiste una autodelta con strumentazione seconda serie cioe’ senza ceck control, se non ricordo male quando acquistai la mia c’erano altre due giuliette nuove targate AQ e una era con strumentazione vecchia

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