Europeo Turismo 1971. Storia di una vittoria con la GTA Junior – Spa




La 24 ore di Spa Francochamps è la quinta tappa del campionato. Il circuito era quello stradale storico, bellissimo, in alcuni tratti impegnativo anche con una 1300 da 180cv come la Junior. In particolare i tempi si facevano nel curvone a sinistra alla sommità della salita dopo l’Eau Rouge dove si arrivava di quinta e si entrava di quarta piena e con una buona velocità di uscita potevi guadagnare 5/10 km di velocità in più, fino all’ingresso di Stavelot, la storica curva che con la GTA Junior si faceva in pieno, così come il tratto fino al tornatone prima dei vecchi box che si faceva in seconda. Poi giù di nuovo verso l’Eau Rouge che naturalmente si faceva in pieno.
La curva non aveva l’ampiezza che ha oggi e mancavano gli spazi di fuga in uscita. Il tutto, in quella splendida pista, si poteva complicare con la pioggia specialmente poi di notte quando la visibilità diventava scarsa. Sull’asciutto di notte si perdevano 5 secondi al giro. In una gara così lunga gli ingegneri ci avevano raccomandato di rispettare specialmente cambio e differenziale che con i materiali di allora erano la componente più vulnerabile della nostra Alfa Romeo. Sono in coppia con Teodoro Zeccoli che per le sue qualità di collaudatore poteva garantire maggiormente il rispetto della meccanica. Dopo Nurburgring Glemser ed io avevamo entrambi 27 punti e la lotta a distanza per l’assoluto cominciava a giocarsi oltre che sulle vittorie in ciascuna divisione anche sulla affidabilità. Era chiaro che l’assoluto era una questione Ford-Alfa poiché nella II divisione il duello tra Ford, Bmw e Alfa avrebbe sottratto di volta in volta punteggio all’una o all’altra marca.

Si parte sull’asciutto, un nugolo di macchine che si sgrana nello splendido scenario delle Ardenne. Facevamo due turni di guida consecutivi Teodoro ed io. Nella notte mentre ero in roulotte cercando di dormire ,sento gli altoparlanti annunciare che piove a Stavelot, era sul bagnato la curva in assoluto più impegnativa perché piena di pozze con rischio acquaplaning. Salgo per il mio turno che sarebbe durato quattro ore sotto la pioggia, ormai tutto il circuito era allagato. Era bene fare buona attenzione al sopraggiungere dei 3000 che nelle fasi di doppiaggio arrivavano con 50kmh in più annunciati dalle batterie dei fari che squarciavano la notte e anche gli occhi dei doppiati se guardavano i retrovisori. Concludo il mio turno cedendo la guida a Zeccoli. Mi vado a informare sulla posizione del pilota, mi sembra di un coupè BMW, con cui avevo duellato tutta la notte sotto la pioggia con una continua alternanza di posizioni. Lui allungava sui dritti, io mi rifacevo sotto nelle lunghe frenate sul viscido. La macchina era uscita di strada e il pilota era morto e la macchina incendiata.
Alle sei della mattina con alla guida Teodoro cedette il cambio, eravamo OTTAVI ASSOLUTI, il minor consumo, la pioggia e la mancanza di avarie sino ad allora ci avrebbero gratificato con un risultato entusiasmante .Ma le corse sono questo, fino al traguardo non c’è certezza. Sfumavano così altri nove punti per l’assoluto, Glemser vincendo a Spa fece un balzo in avanti. In compenso però l’Alfa Romeo vinse, così come nel 1970, la Coppa del Re che veniva assegnato alla marca che complessivamente aveva portato al traguardo più auto nelle prime posizioni.

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