Europeo Turismo 1971. Storia di una vittoria con la GTA Junior – Brno




La terza prova si corre a Brno, allora ancora stradale, un circuito veramente impegnativo tra marciapiedi, pali della luce a bordo strada, muri e muretti, con un tratto velocissimo con variante sinistra destra sinistra alla fine del rettilineo principale che io percorrevo in pieno con la Junior passando all’interno dell’abitato sbandando sul fondo sconnesso con la vettura continuamente di traverso tra un marciapiede e l’altro in controsterzo a oltre 200kmh tra una casa e l’altra, veramente da brivido, e lì si faceva il tempo. Passando in pieno si manteneva la velocità per il lungo tratto in salita e per la discesa seguente fino ad una staccata da seconda per una curva lentissima a destra. Alla partenza ci involiamo in tre, Mass con la Escort 1300, Uberti ed io in duello serratissimo. Mi trovo costretto a cedere la posizione, mi si stava afflosciando la posteriore destra. Nel giro seguente alla staccata in fondo alla discesa Mass, cercando di infilare Uberti in frenata , si mette di traverso e tocca Sandro nella fiancata mandandolo fuori strada addosso ad una cabina elettrica di mattoni rossi che si disintegra con l’impatto, il tedesco esce fuori strada sulla destra.
Uberti che nell’impatto pensavo fosse morto, tale fu la violenza con cui la sua auto si infilò nella cabina proiettando mattoni da tutte le parti fortunatamente se la cavò con la frattura dei piedi. Intanto la mia gomma finiva di afflosciarsi e dovetti percorrere quasi un giro intero prima di arrivare ai box, per mia fortuna mancavano ancora 15 giri alla conclusione!

Una volta rientrato in pista guadagnando tre secondi al giro, riagguantai la macchina di testa di Fishaber e vinsi la gara. Soltanto a fine gara seppi
delle condizioni di Sandro Uberti traendo un sospiro si sollievo. Purtroppo l’anno seguente, lo stesso circuito, avrebbe ucciso Luigino Rinaldi che si schiantò nella cabina di cronometraggio a 200 km/h sotto la pioggia. Mezz’ora dopo, quel giorno del 1972, ironia della sorte, un sole splendente asciugava la pista.
Con Luigi avevamo fatto il viaggio insieme sulla Giulia GTV che avevo in dotazione, Rinaldi era un velocissimo pilota che si era espresso nelle gare in salita. In quell’occasione l’Autodelta lo aveva chiamato a guidare una delle GTA Junior ufficiali. Mi aveva chiesto nel viaggio di trasferimento quali fossero le caratteristiche dello stradale di Brno e quali i punti salienti. A causa del fondo fortemente sconnesso e dei principali tratti in salita si poteva applicare in alcune parti una tecnica di guida simile a quella delle cronoscalate, sacrificare ove necessario le entrate per aprire prima possibile e guadagnare velocità nei lunghi tratti in salita. Il mattino delle prove ufficiali piovve, io uscii per primo dai box e Rinaldi a due tre macchine di distanza. Alla conclusione del primo giro, uscendo dalla curva di immissione sul rettilineo, messa la quinta, c’era da affrontare la semicurva a destra che immetteva nel tratto in discesa verso il villaggio a circa 200 km/h, all’altezza della torretta di controllo dei cronometristi. Avvicinandomi ebbi la sensazione del velo d’acqua a centro curva e malgrado il raggio di curva permettesse di passare pieno, tuttavia essendo il primo giro, per una forma di prudenza cautelativa decisi di passare sulla pozza a gas uniforme, non in tiro e a ruote dritte. Andai in aquaplaning e, senza tirare la macchina a destra, la lasciai andare quasi dritta finendo con le due ruote esterne sulla terra, percorrendo circa duecento metri senza richiamarla, riuscendo poi a rientrare sull’asfalto e a proseguire scongiurando lo scampato pericolo. A sinistra c’era la scarpata tra pista e tribunette. A metà circuito, bandiere rosse. Rinaldi dietro di me era stato meno fortunato andando in testa coda e finendo con il retro della vettura dentro la cabina di cronometraggio in basso. Ai box i meccanici Autodelta piangevano e mi spiegarono appunto la dinamica dell’incidente, come scritto mezz’ora dopo splendeva il sole.

La sera quando rientrai in albergo le inservienti avevano preparato i vestiti di Luigi ed anche i miei, non avevano capito chi di noi due fosse morto nell’incidente. Il giorno dopo mestamente dovemmo prendere il via, c’era il campionato in gioco…



12 comments — invia un commento

paolo

Il destino è crudele.

Alberto Zaopo

A proposito di sicurezza gli anni non sono passati in vano.Quei piloti erano ancora cavalieri del rischio, e correvano veramente per passione.

alberto ponno

caro gianluigi, sapevo di rinaldi ma non conoscevo la dinamica. Me lo ricordo rinaldi, con la macchina di angelini, velocissimo come dici tu. Povero ragazzo! La tua descrizione da pilota è così lucida e anche così triste….mi fa venire la pelle d’oca.

gian luigi

Ciao Alberto,sì Luigi era velocissimo,amicissimo del grandissimo Ignazio Giunti.Quel giorno a Brno noi della squadra non avremmo voluto prendere il via,ma dopo un interminabile scambio di telefonate con Settimo Milanese l’ing.Marelli ci disse che era indispensabile correre,troppo importante erano gli interessi di campionato in gioco e che erano stati chiarissimi,correre. A volte è la spietata legge delle corse.
gian luigi

alberto ponno

lo sò, gianluigi, in quegli anni, l’autodelta era la bandiera dell’alfaromeo e la battaglia con le grandi case era apertissima. in quegli anni fu lanciata sul mercato la 2000 gtv potentissima per quei tempi con una coppia straordinaria ed era importante imporsi. Mi ricordo che preparammo in esperienze 4 motori per quelle macchine gr 1 per la 24 ore di spa francorschamps e vinsero la coppa del re, se non ricordo male arrivarono tutte e quattro . Insomma in quegli anni ,le fortune commerciali dell’alfa erano sulle vostre spalle e tu eri il pilota di punta. C’è anche da dire che in quaranta’anni la sicurezza ha fatto passi enormi , ma su quei circuiti con quelle macchine, un pilota era assolutamente indifeso. E’ per questo che voi eravate, come diceva autosprint, in quei tempi, i cavalieri del rischio, come i piloti di F1. E’ anche per questo che i piloti di F1 venivano a correre nel turismo . Ciao gianluigi

gian luigi

Noi avevamo una componente di rischio in più,tu sai che per richiamare la immagine delle auto di serie le auto ufficiali adottavano i colori della produzione,e qui nulla di male,la cosa dava molto fastidio a Bussinello perchè diceva che faceva “poco squadra ufficiale”.ma l’elemento allora giudicato da tutti noi negativo fu che invece di adottare i sedili anatomici alti con i poggiatesta incorporati,noi correvamo,sempre per dare l’impressione di auto di serie al grande pubblico,con sedili bassi che arrivavano a metà schiena. Ora un impatto come quello di Rinaldi a marcia indietro,e l’impatto di Massimo Larini a Spa 1973 che andò ad atterrare in una scarpata con il retro ,avrebbero avuto probabilmente esiti diversi per i piloti. Trai tu le conclusioni.

alberto ponno

sì, è vero non c’avevo pensato. anche io , anzi tutti noi, avevamo i sedilini in vetroresina leggerissimi e senza poggiatesta. Non sapevo neanche ,allora, che si potesse montarne altri. Alla luce di quei tremendi fatti, le cose le si vedono ora diversamente . Questo fà il paio con i rollbar che facevano ridere, mica un secondo telaio come ora anche nel turismo. Ma quelli erano i tempi, gianluigi. Alla fine però erano bei tempi! Eh lo sò che lo si dice sempre perchè erano i tempi della nostra giovinezza, ma è comunque la verità. Quelle gare turismo ora sono leggenda, mentre del turismo di oggi nessuno sa neanche chi ha vinto l’anno prima e con che macchina.

gian luigi

Sono andato a rivedere alcune foto,non il poggiatesta incorporato,ma la
Ford Colonia ad esempio aveva sedili che arrivavano sino all’altezza delle spalle del pilota e i nostri come tu ricordavi arrivavano a metà schiena.

gian luigi

A proposito dell’importanza dei campionati turismo di allora,quando gli amici di Alfa Roma metteranno online la corsa di Jarama ultima di campionato,l’ottava puntata ,lì faccio cenno ad un episodio che la dice lunga su come le case si preparassero per vincere senza tralasciare nulla.
Se poi vuoi reimmergerti nell’atmosfera di allora,se non lo hai già visto cerca 4h Jarama 1971 you tube.

alberto ponno

gianluigi, lo conosco a memoria quel video eh eh eh . Sai , ogni cosa che richiama quegli anni l’ho vista e rivista eh eh eh. Ce n’è anche uno sulla 4 ore di monza del 72, in 3 parti , su you tube. Ho letto con passione e attenzione il tuoi report che scrivi qui. Bellissimi, come un filmato, più di un filmato

gian luigi

Ah ah ah ,sono stato l’ultimo a scoprire quel filmato su you tube,grazie!!!

Veronika Vanova

Gentile Gian Luigi,
siamo molto lieti di poter contattarLa. Mio padre e un ex pilota di Alfa Romeo Autodelta di Brno e ha fatto tante gare come privato con la Alfa Romeo 1300 GTA Autodelta. E stato testimone di molti fatti avvenuti in seguito all’incidente di Luigi Rinaldi; per questi motivi ha deciso di organizzare una celebrazione insieme ad un raduno europeo a Brno rivolto ai piloti di Alfa Romeo – Autodelta ancora vivi e che erano presenti all’epoca. Ovviamente l’invito è esteso anche ai loro parenti, amici e a tutti coloro interessati a questa marca conosciuta in tutto il mondo.
Si tratta di un progetto di commemorazione e divulgazione in memoria della tragica morte del pilota Luigi Rinaldi e del 50° anniversario di Autodelta.
Alla fine di questo importante raduno nell’anno dell’anniversario (1963-2013) vorremmo realizzare un tragitto commemorativo sulla parte ancora integra dell’originario circuito di Brno e porre una stele commemorativa per la memoria di Luigi Rinaldi vicino alla torre dei cronometristi, dove avvenne l’incidente.
Per qualsiasi chiarimento che riguarda questo evento si prega di contattare l’interprete (mia figlia): Dott.ssa Veronika Vanova (telefono: 3490036984).
In attesa di un riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti,
Jan Vana e Veronika Vanova

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