Davide Cironi prova la 75 Turbo Evoluzione di Alfa Roma





C’era una volta l’Alfa Romeo. C’era una volta la voglia di stupire il mondo con creazioni fuori dagli schemi, originali, pericolose, rischiose ad ogni livello. Uomini con una forte identità, con un carattere ben definito e riconoscibile, costruivano automobili per amore, per pura passione.

L’Alfa Romeo compiva 75 anni nel 1985, quando lanciò la nuova berlina sul mercato, con il solito coraggio che già in passato aveva contraddistinto un marchio non sempre fortunato. Per l’ennesima volta gli uomini di Milano furono costretti ad ingegnarsi per lavorare con le poche possibilità che gli anni ottanta concedevano all’industria italiana dell’automobilismo, eppure la nuova Alfa 75 fu un vero successo.

Era figlia di un progetto già anziano, derivava direttamente dalle berline precedenti, ma era evidentemente un progetto estremamente valido se alle porte degli anni novanta si rivelò ancora competitivo. La nuova concorrenza estera, pur essendo figlia di situazioni meno difficili, trovò difficoltà ad arginare la sorprendente riuscita del progetto 75, sull’onda del quale la Squadra Corse Alfa Romeo fu incaricata di allestire una versione ultrasportiva, per un ritorno alle corse in pompa magna, nella categoria Turismo. La 75 Turbo Evoluzione venne prodotta in soli 500 esemplari stradali, giusto quelli necessari per ottenere l’omologazione richiesta dal campionato Turismo, nel 1987. La base di partenza era il modello Turbo 1.8 ie dell’anno precedente, che già nella versione base era caratterizzato da un’indole incredibilmente sportiva, con il quale condivideva la potenza massima di 155 cv. Non era infatti la cavalleria ad essere elaborata, ma l’assetto, la meccanica dentro e fuori dal cofano, la carrozzeria più larga e bassa per ospitare gommature performanti adatte alle competizioni.

La nuova arma di Milano irrompe sui palcoscenici internazionali con il suo sguardo da teppista e i muscoli gonfi, disegnata e concepita per incutere timore. Labbro anteriore e prese d’aria, cerchi rossi in tinta con la carrozzeria (disponibile in un solo colore), passaruota e minigonne, un turbo a dir poco prepotente.

Com’è guidare una delle 500 rarissime 75 Turbo Evoluzione oggi, nell’era dell’elettronica e dei cavalli semplici? Negli ultimi anni ottanta quest’auto rappresentava la cattiveria italiana nella sua massima espressione e 155 cv, che oggi hanno anche le più comuni station wagon, non erano filtrati da un bel niente, erano anzi erogati con una rudezza che oggi conoscono soltanto le supercar da almeno il triplo della potenza. E’ difficile, irrequieta, spietata. Il turbo è pronto a farvi ingoiare la lingua. Io sono sopravvissuto, ma la Evo mi ha costretto più di una volta a ridimensionare le mie convinzioni di tester.

Non c’è niente come la vecchia scuola… E questa qui è la preside.

[Davide Cironi]



2 comments — invia un commento

Andrea cuomo

😀 il sorriso mentre guida dice tutto…… 😀 mi ha fatto morire quando ha detto:”negli anni 80 voi avevate questa?noi oggi abbiamo la mito!” 😀

Antonio

Sono stato un fortunato possessore di una alfa 75, e posso confermare che tale modello era in grado di trasmettere sensazioni oggi rare….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *