Dalla polvere all’altare: le quotazioni dell’Alfa 75 sono in crescita




Il Gran numero di esemplari di Alfa 75 prodotti e venduti nel normale periodo di commercializzazione (1985 – 1993) seppur ridotto sensibilmente dalle varie campagne di rottamazione sembra oramai destinato a rimanere costante. Paradosso tangibile, il destino commerciale dell’ ultima Alfa a trazione posteriore, che fino al 2005 veniva rottamata spensieratamente, anche senza ecoincentivi, e adesso ha quotazioni di tutto rispetto, spesso superiori a quelle delle sue dirette antenate Giulietta,Alfetta e persino Giulia,che, per quanto più classiche e fascinose, non hanno forse la stessa possibilità di utilizzo a 360 gradi che una 75 ben accessoriata può consentire all’utente.

Esemplari degni venivano scambiati a poche centinaia di euro: oggi è quasi impossibile imbattersi in esemplari belli di Alfa 75 Twin Spark. – o versioni superiori – a cifre inferiori ai 5 mila euro,al punto che anche le riviste del settore hanno dovuto aggiornare più volte le quotazioni del modello nei loro listini.

Un minor successo commerciale e una minore rivalutazione hanno avuto invece le versioni più piccole, in particolare le 1.6 e specialmente le I.E. che, anche nel caso si tratti di esemplari con chilometraggi bassissimi da veicolo semestrale e/o in condizioni di conservazione strepitose, difficilmente vengono scambiate a cifre superiori ai 3 mila euro.

Poco più riescono a spuntare le 1.8, carburatori o iniezione, e le 2.0 carburatori.

La parte del leone, come è plausibile che sia parlando di auto sportive, la fanno tutte le versioni ad alte prestazioni: oltre alle già citate e diffuse T.S. (senz’altro le più gradite e le più scambiate, anche per facilità di gestione e di reperibilità) le Turbo e le rare V6 sono diventate ormai oggetti che, in condizioni ottime, si scambiano tranquillamente tra i 6 mila e gli 8 mila euro, con qualche esemplare eccellente che arriva a sfiorare i 10 mila euro.

Quotazioni ancora superiori per le poche Turbo Evoluzione originali disponibili sul mercato (12 – 15 mila €).

Su tutte le 75, probabilmente perchè si tratta di un’auto relativamente recente, la presenza di un accessorio come il condizionatore d’aria può risultare determinante ai fini della scelta di un esemplare.

[Immagine: Fiat Auto Press]



17 comments — invia un commento

Marco Persico

Piu preciso di cosi!!!

Karl

Condivido quanto scritto da Andrea.
Personalmente, mi piacerebbe capire nello specifico perchè la 75 ha avuto tutta questa rivalutazione, e invece la 90 no.
Forse per i successi sportivi della 75 nelle corse o perchè è stata l’ultima berlina concepita dall’Alfa Romeo Spa???
Di sicuro c’è che è una gran macchina, ha una tenuta di strada e una stabilità che molte vetture moderne ancora invidiano, specialemte se si pensa che le 1.6 e 1.8 montano cerchi da 13″!!
Nel mio caso, è l’unica Alfa Romeo berlina che in famiglia non abbiamo avuto… ma c’è tempo :))

Gianluca

Non fa una piega dovrebbero parlarne così anche certe riviste specializzate

Andrea S.

Oggettivamente, a parte il fatto che la 75 è stata l’ultima Alfa Romeo di grande serie con determinate caratteristiche tecniche (che tutti conosciamo e che non stiamo qui a ripetere) e che, essendo la più moderna è anche la meno soggetta a problemi di ruggine,che è la più reperibile e spesso è accessoriata con aria condizionata e idroguida che la rendono maggiormente utilizzabile anche nel quotidiano rispetto alle sue antenate, non vedo altre spiegazioni concrete e quelle elencate comunque non ne giustificano una quotazione pari alle ben più “collectibles” Giulia e Alfetta. I veri motivi rientrano nel campo dell’ imponderabile, senza dubbio una concausa della rivalutazione è che la 75 è la più desiderata dai giovanissimi appassionati che si avvicinano al mondo delle Alfa d’epoca perchè per loro è quella che evoca più ricordi..

Il Fusi

La ragione della maggior attenzione riservata alla 75 rispetto all’Alfa 90 risiede anche nel successo che la prima ha avuto, da nuova, rispetto alla seconda. Se all’epoca la 90 era invendibile (e lo è stata per lungo tempo, inutile negarlo “talebanamente”), questo si ripercuote in maniera certo edulcorata anche oggi. La 75 aveva, ed ha, incontrato il gusto della clientela più dell’Alfa 90. Ha un comportamento ritenuto migliore, così come lo aveva negli anni ’80. Certo, il tempo galantuomo assottiglia le differenze fra vetture “che hanno incontrato” e quelle che non lo han fatto, ma non le resetta. La stessa Alfetta GT riscuote meno interesse della Giulia GT così come fu all’epoca. Alfa 6 ed Arna, seppur giustamente rivalutate facendo considerazioni sempre più tecniche che commerciali, saranno sempre meno richieste di un’Alfetta o di un’Alfasud (tanto per citare modelli di età coerente). Personalmente non avrei timore, anzi, a metter via una 90 6 cilindri, ancora oggi reperibile a prezzi inferiori rispetto ad una 75 di pari frazionamento. Ma avendo avuto la 75 2.5 6v e avendo guidato la 90 equipaggiata con lo stesso motore comprendo bene perchè l’utente “normale” prediliga la prima alla seconda.

Marquzzo

Come dice Andea S. la ragione di tale vivacità negli scambi è senza dubbio da ricercarsi nel gradimento assolutamente “orizzontale” dell’ultima berlina a trazione posteriore, questa infatti è apprezzata come le sue antenate da collezionisti ed appassionati più aged, ma anche e soprattutto dai giovani che la ritengono un vero e proprio oggetto “cult” degli anni 80, tra loro anche giovanissimi nati addirittura quando questo modello era ormai fuori produzione.

BRT

Condivido in pieno quanto scritto nell’articolo. le 75 v6 si trovano ma trovarne sane e soprattutto originali non è affatto facile! per trovarne una girai sia in Italia che all’estero e solo dopo sette mesi di ricerche trovai quella che varamente cercavo. la trovai in Svizzera e scelsi di affrontare tutti i problemi per importarla e reimmatricolarla pur di averne una sana e completamente originale. negli ultimi mesi molte persone hanno preso delle 3.0 ma quasi nessuno le ha tenute originali, che peccato!
condivido in pieno anche quanto scritto dal Fusi, al momento le 90 non sono quasi considerate, ma ciò non toglie che sono orgogliosissimo di averne una in garage.

sabatino schiavoni

La 75 1.6 e’ la cucciola di tutte le 75, ma la mia, cioe’ quella pagata col sangue e sudore (oltre che con un kilo di bollettini postali) vale per me piu’ di una Ferrari! Avere una 1.6 a carburatori, pero’, puo’ riservare delle belle sorprese, sopratutto se gli smanetti un po’ il motore… ops, ma questo forse e’ meglio non dirlo… (:-))
Sicuramente la TS e’ il prodotto finito al meglio dei compromessi costo/prestazioni/consumi, sicuramente il prodotto con meno complicazioni, ma la rudezza ed il suono dei carburatori ancora ha il suo fascino… Peccato che ormai le 75 a carburatori sono animali rari e le 1.6 ancora di piu’, specie le prime serie. Quindi, a lungo, da un punto di vista collezionistico potremmo assistere ad una inversione se non addirittura ad un sorpasso… Anche se la mia NON sara’ mai in vendita!!!!

Pomponi Oreste

75 che macchina!!!!
Ne ho avute due la prima una Turbo America rossa del 1992, comperata da un amico impagabile Franco Angelini, completa di ogni optional con motore ovviamente rivisto da Franco, era un siluro, mi divertivo con gli sparoni che avendo macchine sportive più recenti facevano gli spiritosi, per poi prenderle di santa raggione, e vedere la faccia che facevano quando li staccavo di brutto, vi posso dire solo che il conta chilometri non bastava a segnare la velocità massima.
Il cambio era impeccabile potevo mettere la seconda sia in accellerazione, che in scalata senza alcun problema, unico neo i freni che erano unpò pigri rispetto al motore.
La seconda era una Turbo America grigia prima serie del 1988, (quella con la strumentazione rossa), era leggermente preparata ma niente di che.
Purtroppo la prima è stata rottamata a causa di un incidente (mi anno tamponato) e non era possibile ripararla, ma ho rottamato solo la scocca tutto il resto è stato venduto ad un appassionato Svizzero, mentre la seconda come un fesso l’ho venduta perche non la utilizzavo più.
Se potessi tornare indietro! Che sbaglio madornale.
Voi che siete stati molto più saggi di me e le avete tenute, non fate il mio stesso sbaglio, ve ne pentirete per tutta la vita (come me) è stata l’ultima vera Alfa con 10 A maiuscole prodotta.
Saluti a tutti.

Marco Persico

Saluti a Te Oreste e grazie per la preziosa testimonianza:-)

nrg23

salve oreste ,
probabilmente sono il nuovo proprietario di quella che è stata la tua seconda alfa 75 turbo america ( quella grigia ) , se vuoi ci possiamo mettere in contatto …

francog1966

quoto al 100% io ho la turbo america comprata nuova di pacca nell 1988 pagata 28 kili:-) che ancora uso quotidianamente..mai stancato una volta in 25 lunghi anni.

riccardo

sono convinto di tutto quanto detto a riguardo delle alfa turbo e condivido
con tutti l’eccezionalità di queste vetture.
io sono in possesso di una alfa 75/ turbo 1800 del 1987 con pochissimi km.
e vi giuro che non ci sono paragoni, con le nuove vetture alfa. cioa.ooo

Daniela

Mio padre a un alfa 75 evoluzione e nn la cambiata per nessun’altra macchina al mondo posso dire che macchine belle come quella di mio padre nn esistono😍😍😍😍sono innamorata di quella macchina

francesco

Io ho un’ evoluzione che in base al telaio risulta essere la 75 di 500 ptodotte…un vero missile restaurata fedelmente e intatta …purtroppo devo disfarmene

devid

a parer mio ce un errore sulla quotazione del modello 2.0 carburatori che oggi vanta un alta percentuale di rarità visto che e stata prodotta per soli due anni (1986/87) e non si trova in vendita per meno di 7 000 euro

Andrea Sapia

Non sempre rarità è sinonimo di appetibilità e rivalutazione futura: nel caso della 2.0 a carburatori (come accade anche per la 75 Turbo prima serie), un esemplare eccellente difficilmente riesce a spuntare le stesse quotazioni di una ben più diffusa 2.0 Ts (o Turbo America nel caso dell’esempio della Turbo) a parità di condizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *