Come avere un box corto e decidere di collezionare un’Alfasud




Sarò onesto: non avevo pensato fortemente ad un’Alfasud nella mia vita di Alfista. E sicuramente non “a breve”. In famiglia si era cresciuti ad Alfanord, ed io stesso comprai una Giulietta 1.8 come prima auto tutta mia. C’era stato un intervallo con un’Alfa 33, dopo la Giulia su cui imparai a guidare, ma pur senza nulla togliere alle produzioni di Pomigliano le Alfanord erano un’altra cosa. E fra Giulietta, Alfetta, Alfa 75 ne ho avute in mano diverse. Però cambia l’età, cambiano le esigenze. La mania di collezionar vetture non mi è mai appartenuta: ci vorrebbero mezzi che non ho, e un tempo infinito (e i mezzi di cui sopra) per averle sempre come le voglio tenere io. Oltre al posto.

Stanco di pagare affitti per auto che poi non mi godevo presi la decisione di utilizzare l’unico posto disponibile gratis: un piccolo box a casa di nonna. Già attrezzato a magazzino/rifugio aveva tanti pro ma un enorme contro: era corto. Lungo 4 metri e venti un’Alfetta non ci stava, e neppure una 75 (America, poi….).

E così, chiacchierando durante un raduno di questo problema, l’idea: avrei venduto le due Alfanord e il prossimo acquisto doveva essere qualcosa di corto, una 33, un’Alfasud, qualcosa sui 4 metri. Ed ecco che spunta l’informazione: “Sai uno che conosco so che vende un’Alfasud, mi dicono che è bella, costa poco. C’è una pinza freni che perde, o la vende o la rottama”.

Ma come la rottama???

“Sì mi ha detto così. Lo conosco da una vita siamo del solito paese ed eravamo a scuola insieme” Il prezzo era incredibilmente basso, pur considerando che un’Alfasud nel nostro Paese sta riscuotendo interesse solo negli ultimi anni. Come in tutti i “sogni” che si rispettino c’era però il risveglio preoccupante risveglio: “ne ho parlato anche a a ‘tizio’ ma non ho saputo più nulla”. ‘Tizio’ era un appassionato di Alfasud (già ne aveva) che conoscevo anche io, avendo avuto una comune militanza nel solito club. Per ovvi motivi di serietà mi sarei dovuto “accodare”. E comunque pensavo di potermela prendere comoda. E non fu così. Perché spinto dal presidente del club cui ero iscritto, che è della zona, cercammo il proprietario per andar a casa sua a vedere l’auto. Per trovarlo parlammo anche coi carabinieri della locale stazione. E trovammo casa e proprietario che immaginava fossimo… ‘tizio’. Infatti proprio per quel giorno e attorno a quell’ora avevano fissato un appuntamento. Decidiamo di aspettare e ci facciamo raccontare della macchina.

E’ del 1980, l’ha comprata nuova, l’ha usata poco, un meccanico di paese gliene curava la manutenzione ed ora questa pinza che perde gli ha fatto decidere di tenere solo la sua Panda (ne ha avute diverse, usava quelle e non l’Alfasud, e se ne era appena comperato una a cinque porte seminuova) alienando la vecchia berlina.

‘Tizio’ senza neppure vedere la macchina gli ha offerto la metà della cifra richiesta. A questo punto apre il box, e io mi aspettavo di vedere un’Alfasud terza serie avorio (mi avevano detto che era così), magari non maltenuta ma neppure “bellissima” come troppo spesso gli amici ti descrivono le macchine, che quando le vedi ti domandi se ne avessero per caso vista un’altra.

E la sorpresa è stata grande. Un’Alfasud 1.2, terza serie, di un bel grigio chiaro metallizzato (non la vernice originale, rinfrescata anni prima e quindi abbastanza vintage), con un interno intonso e giusto un velo di polvere da inutilizzo sulla vernice. Decisi in quel preciso momento che la volevo, non tanto e non solo per il modello in se, quanto per l’esemplare: in anni di visioni, acquisti, rifacimenti, restauri, interventi e via discorrendo ho imparato che non ci si deve mai impuntare né su un modello, né addirittura su uno specifico colore e dotazione di accessori (mica si va in salone a ordinarla nuova!), ma bisogna sapere valutare sempre l’esemplare di una macchina che ti piace, e chiaramente aver i denari per poter velocemente dare inizio alla liason. Se l’esemplare è bello, comprarlo. Anche se il colore non è quello preferito, se è 1600 invece che 2000, se non ha il condizionatore mentre tu l’avresti voluto.

In questo caso i requisiti c’erano tutti: il modello mi interessava, l’auto mi piaceva, soprattutto meritava e i soldi per prenderla ce li avevo. L’unico “impedimento” era l’altro pretendente: fosse stata una mera questione di soldi il problema sarebbe scomparso: io già ero disposto a raddoppiare l’offerta, altro che dimezzare. Tanto erano cifre modeste. Ma così come son corretto io, corretto era pure il venditore: se ‘tizio” rinunciava, la macchina era mia. E ‘tizio’ arrivò. Fu la presenza del presidente del club, ed anche un certo rispetto per la mia competenza in materia di Alfa, che ne limitò il fastidio per averci trovato lì interessati alla stessa macchina che oltretutto volevo pagare il doppio del richiesto, il quadruplo di quanto “a scatola chiusa” voleva dare lui.

Alla fine ci si accordò così: ‘tizio’ ci avrebbe pensato, e la mattina successiva mi avrebbe detto se rinunciava alla macchina e quindi la liberava per me. Iniziò quindi la notte di passione. Eh sì sembrerà esagerato, poi non ero più neppure un ragazzino. Però andò proprio così. Con tanta insonnia, con il prepararsi alla notizia tragica del “la prendo io” e a come reagirvi, l’incazzatura incipiente per esser andato così vicino a far una cosa bella e vedersela sfilar davanti.

La telefonata arrivò. Ed era positiva: “senti guarda, io ne ho già di macchine, preferisco la prenda tu. Con una condizione: se la venderai, fammelo sapere prima di tutti”. Ho ringraziato moltissimo, ed ero fuori di me dalla gioia. Ho contattato il proprietario, che era stato informato, e ci saremmo accordati per il ritiro e il passaggio di proprietà che voleva fare subito. Un passaggio da pagarsi “pieno”. Ma che me ne fregava! L’auto costava poco, era bella, i soldi (strano!!!) li avevo, e allora vaiiiiii. Vai anche alla ricerca dei gommini della pinza freno, o di una pinza nuova o revisionata. Era la destra e chiaramente su tutta ebay se fino a una settimana prima di Alfasud trovavi di tutto a due lire, adesso non trovavi più niente. C’era solo una pinza, sinistra. Revisionata. Un peccato doverla aprire e cannibalizzare, ma la presi proprio per farci questo.

Mi ero anche informato sull’esemplare che andavo acquistando, e ammetto senza problemi che fino a quel 2006 di Alfasud sapevo molto ma molto meno di adesso (ed infinitamente meno di quanto sapessi ad esempio di Alfetta). Si trattava di una 1.2 4 porte 5 marce, con motore 1186 cc e un carburatore doppio corpo. Il gruppo motore cambio della prima Ti, insomma. Era la versione più venduta della gamma, e cioè la minor cilindrata con il miglior livello di finizione (esisteva pure una ben più esigua 4 marce) e soprattutto le cinque marce (ancora corte…. L’Ing. Chirico coi suoi “allungamenti” non aveva ancora mietuto vittime). La macchina fu comprata alla concessionaria “De Micheli” di Aulla, da anni scomparsa, nel maggio del 1980 ed immatricolata nel solito mese. Proprio a inizio di quell’anno aveva debuttato questa terza serie, ovvero l’Alfasud ristilizzata con paraurti in materiale plastico ed interno ammodernato e reso via via sempre più di livello medio alto (la 4 marce di cui sopra invece adottava ancora la plancia di origine, frutto di mugugni perché ritenuta inadeguata alla classe ed al prezzo di vendita).

Questa evoluzione rappresenta l’ultimo rimaneggiamento dell’Alfasud berlina, ed il risultato di renderla più importante e moderna senza investimenti esagerati si deve dire senz’altro riuscito. La mia era un esemplare non dei primissimi (che sono di fine ‘79/inizio ’80) ma semmai di inizio produzione post rodaggio. Il motore è ancora assemblato col vecchio sistema (a novembre sarebbero partiti i “gruppi di produzione”). Grigio nisida metallizzato, interno in vellutino spigato grigio. Teoricamente così doveva essere quella del depliant, che invece sfoggia un interno marroncino/arancio (virtualmente non abbinabile al grigio metallizzato, ma quella tinta rendeva molto bene in foto in quanto a luminosità e sensazione di spazio). Un’auto virtualmente full optional: vernice metallizzata. Stop. Fra l’altro, unico colore disponibile….. Le ruote in lega che c’erano sulla precedente Super, se uno le voleva, se le ordinava come “linea accessori”….
Il momento del ritiro. Salgo con la vettura moderna e il presidente del mio club, che si è offerto di guidarla nonostante la perdita della pinza freno. Avevo già assicurato l’auto, che doveva anche essere revisionata. L’avrei lasciata poi ad Aulla, un amico meccanico doveva provvedere a cannibalizzare la pinza sinistra revisionata per prenderci i gommini necessari a quella destra. Il viaggio proseguì senza intoppi, scendemmo rapidi da Fivizzano ed una volta ad Aulla mi fidai a fare un giro dell’isolato sulla mia auto, di cui non avevo ancora preso il volante in mano. E scattarono le foto di rito.

Dopo avrei iniziato a provvedere ad alcuni lavoretti estetici…. Ma questa è una storia che continua ancora adesso e che magari vi racconto la prossima volta.

[Immagini: Fiat Auto Press, Leo Olivari]



11 comments — invia un commento

Marquzzo

trasmessa in pieno l’emozione dell’acchiappo che ognuno di noi conosce benissimo 🙂

BRT

bellissima storia! non vedo l’ora di poter prendere in mano il volante della mia sud! peccato che sia da restaurare e i lavori non siano ancora incominciati.

Gianluca

Storie che si lasciano leggere tutte d’un fiato , Bella Leo !

andrea c.

L’emozione della notte prima è qualcosa di corrosivo e indelebile..bella Leo!!

Marco Persico

Complimenti Leo!! Per la macchina a dir poco stupenda e per il racconto da cui traspare una grande emozione che solo i pazzi appassionati come noi possono comprendere.

Karl

A me le storie a “lieto fine” piacciono sempre!!
Certo, con una bella “pennellata di sesso” o una scazzottata tra te e “il Tizio” mi sarei divertito di più :).
Eh vabbè, sarà per la prossima storiella…
Grande Leo!!

Luigi

Bella storia,molto emozionante rivivo i bei ricordi di bambino con questa auto meravigliosa,ne abbiamo avute 2 ma ne ricordo solo una PURTROPPO,grande Leonardo!!!!

Giampaolo c.

Tizio e stato onesto ma si starà mangiando le mani ora!!! Bellissima storia la sud ringrazierà x aver trovato un proprietario come te!!!

Il Fusi

Grazie a tutti per aver gradito. Tizio di Alfasud ne aveva (e credo ancora abbia) già altre due. La scazzottata no, le avrei prese dato che è fisicamente molto prestante. Cmq fra ridere e scherzare son quasi 6 anni che l’Alfasud è con me.

Fabrizio De Angelis

E’ stata la mia prima Alfa messa a punto da Franco Angelini un go-Kart
la mia 1.3 Ti un missiletto dalla tenuta invidiabile, apparte ka forma particolare, è un auto guidabilissima che ti permette anche di sbagliare, se la conosci è un binario sull’asfalto. Una gran macchina.

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