Alfetta gt, il coupè di famiglia secondo Alfa Romeo




L’Alfetta gt (tipo 116.10) debuttò ufficialmente nel giugno 1974, in un momento storico sicuramente non favorevole al lancio di auto sportive: guerra del Kippur, crisi energetica, costo della benzina alle stelle, introduzione dei limiti di velocità. Insomma, il clima generale che si respirava in quegli anni penalizzava fortemente soprattutto quelle Case che, come l’Alfa Romeo, avevano listini tutti proiettati verso la brillantezza di guida.

Ciò nonostante, i dati di vendita furono incoraggianti e la nuova coupè, dalla linea moderna e piacevole, con il suo muso spiovente caratterizzato dal parabrezza e dal lunotto molto inclinati, riesce ancora oggi a trasmettere grinta, velocità, passione: caratteristiche non rare nei modelli del Biscione che spesso sembrano non avvertire il tempo che passa.

La meccanica ricalca quella raffinata dell’alfetta berlina con il motore di 1779 cc da 122cv, disposto longitudinalmente, bialbero a camme in testa comandati da doppia catena interamente in lega leggera, alimentato da due carburatori doppio corpo.
Al retrotreno ritroviamo il sempre moderno schema transaxle, con il cambio posteriore, ponte de dion e parallelogramma di Watt.
Tale sistema, permette una disposizione dei pesi perfetta ed elevatissime doti di motricità assicurando stabilità e tenuta di strada.
Questa vettura nelle prove strumentali del tempo ha toccato i 192 km di velocità massima facendo segnare 9,6 secondi nel passaggio da 0 a 100 km/h, mentre il chilometro con partenza da fermo è stato percorso in 30,5 secondi.

Tali prestazioni sono elevate ancora oggi e se pensiamo che a staccarle è una vettura prodotta di serie 38 anni fa, si ha subito l’idea di come l’Alfetta gt fosse su un altro pianeta rispetto alle contemporanee rivali, italiane ed estere.



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