Alfa Romeo Giulia 1300 TI. Sempre un gradino al di sopra delle concorrenti




Il 4 febbraio 1966, l’Alfa Romeo sceglie di presentare a San Felice Circeo (Roma) la nuova nata, la Giulia 1300 TI che si va a collocare tra la Giulia TI e la Giulia 1300. La nuova Giulia viene offerta al pubblico alla cifra di 1.485.000 lire su strada.

Le novità estetiche rispetto alla 1300 si limitano per l’esterno ai rostri paraurti, ora presenti, alla luce retromarcia inserita nella gemma posteriore e naturalmente alla scritta TI, mentre internamente rimane pressochè immutata ad eccezione di qualche esemplare che può vantare il rivestimento tunnel e pavimento in simil lana come la più grande TI. Sostanziali sono le modifiche meccaniche con l’adozione della tanto sospirata 5 marcia, il motore potenziato a 82 cv con l’aumento della compressione da 8,5:1 a 9:1, i condotti aspirazione e scarico sdoppiati, la taratura della carburazione, i profili cammes e, naturalmente il rapporto al ponte.

Tali migliorie meccaniche consentono alla giulia 1300 ti di acquisire le caratteristiche di accelerazione e ripresa che il cliente Alfa si aspettava e che non aveva invece trovato sulla 1300 normale. Il numero record di 144.214 unità vendute in tutta la sua produzione, ne confermarono l’indice di gradimento da parte del pubblico, provocando lo scarso successo della 1300 ferma a circa la metà di auto prodotte.

A nulla valgono i kit 5 marcia venduti in seguito dalle concessionarie Alfa per consentire di rivitalizzare le 1300 già vendute talvolta direttamente in consegna. Un esempio sono le poche vendute sul mercato elvetico già fornite del prezioso accessorio alla consegna.

Come detto l’interno della 1300 TI rimane uguale a quello della 1300 e subisce modifiche nel 1967 con l’inserimento di una nuova strumentazione a elementi circolari, nuovo volante a 3 razze a calice di colore nero, nuova griglia sempre a 3 baffi anteriore a completamento del primo restyling.

Anche questa giulia venne adottata dalle forze dell’ordine ma solo per compiti di trasporto funzionari, mentre per la parte operativa sono utilizzate la super 1600 e prima ancora la 1600 TI.

L’ultimo restyling è del 1969: nuovi pannelli porte e sedili, frizione idraulica, servofreno di serie con passaggio dall’impianto Dunlop all’Ate, ruote 165/14/80 in sostituzione delle 155/15, borchie baffo largo e ancora nel 1970 maniglie e cassa filtro sono uniformate alla neonata 1300 super. Come optional è possibile avere il tunnel portaoggetti centrale che fa spostare su di esso le leve del comando fari, della luce strumenti e del tergicristallo. Pure le leve aria e acceleratore a mano cambiano per diventare come quelle della 1300 super.

La gamma colori prevede inizialmente il bianco e il celeste acqua di fonte (tra i più gettonati), azzurro sino al ’69, i bleu chiaro e medio, il grigio medio e il nero (una chimera quest’ultimo). Si inserirono anche il color faggio, beige e una nuova tonalità di verde.

La Giulia 1300 TI è stata probabilmente la Giulia berlina più equilibrata e di facile utilizzo, vantando consumi buoni nelle varie condizioni di utilizzo unite a prestazioni superiori alla concorrenza composta da Fiat 124 sia normale che 1400 e 1400t, Simca 1300/1500, Peugeot 403, Renault 16, Nsu 1200 sia cc che tt, Lancia Fulvia gt e 2c, Ford Taunus in qualsiasi cilindrata, Ford cortina normale, Bmw 1600, che riusci solo a pareggiarla nella fatidica prova di quattroruote sulla distanza di 3,2 km che si svolgenava sulla salita del Tuscolo (entrambe fermarono il cronometro sul 2′ 27″).

Ho potuto testare in momenti diversi Bmw 1600, Fiat 1400t, Fulvia gt e Giulia 1300 TI sia ante che post ’69. La Giulia giustifica il suo successo rispetto a queste che ritengo le più accreditate concorrenti del momento, risultando la più grintosa, la più equlibrata per prestazioni e tenuta di strada, vanta freni più onesti non tanto in potenza frenante ma praticamente esenti dai bloccaggi a cui andavano soggette le altre. Sicuramente non brillava in finiture ma non era da considerarsi una vetture poco curata a livello di materiali.
E’ sufficiente osservare come si mantengono nel tempo le plance e le strumentazioni per non parlare delle cromature sicuramente ai migliori livelli qualitativi.

La confidenza data da questa auto rispetto alla Bmw è notevole: provate ad entrare scomposti e con i freni un pò tirati in curva e sentirete che “il vecchio” ponte rigido Giulia offrirvi una tranquillità sconosciuta alle sospensioni indipendenti Bmw. Oppure provate a fare una curva a medio raggio con la Lancia, bella trazione anteriore che allarga in maniera evidente rispetto al “compasso” che è la giulia. Solo la Fiat 1400t poteva darle del filo da torcere, ma messa alla frusta la Giulia 1300 TI, specialmente la post ’69, ha dalla sua un bilanciamento dinamico più sportivo e la 5 marcia per allungare.

Ufficialmente la giulia 1300 ti finisce la sua produzione nel 1972, ma già nel 1971 termina la sua magnifica carriera per lasciare il posto alla neonata 1300 super (1970) che si sostituisce nel cuore degli ancora sportivi alfisti, proprio come aveva fatto la TI con la 1300.

 



4 comments — invia un commento

Giampaolo c.

Bell’articolo veramente ben curato e ricco di dettagli, da possessore (la beige cava in foto e la mia) posso dire che’ e una gran macchina, il carburatore doppio corpo la da girare come in orologio senza strappi o singhiozzi. La ricomprerei mille volte!!!

giancarlo

grazie Antonio Balbi e complimenti x il servizio: le nozioni e le informazioni contenute, mi sono state di grande aiuto !

Carlo Tiberi

Una volta me ne offrirono una a poco ed era pure a posto!!
La rifiutai proprio perchè 1.3 Ti prima serie… errori di gioventù, mi consola il fatto che allora non avrei saputo aprezzarla…
Ora sono maturato (per non dire invecchiato) e la guida “romantica” ma sempre moderna e sicura della 1.3 Ti farebbe proprio al caso mio.

Giampaolo c.

Lo sai io cercavo una super… Ma sono stato abbagliato da lei ed e stato amore a prima vista… Non siamo noi che scegliamo le macchine loro scelgono noi!!!

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