Alfa Roma inaugura la pista sperimentale di Arese




Alfa Romeo Arese

Mezzanotte. Sono in orario.

Alfa Roma è pronta. Il viaggio sarà lungo e durerà fino al mattino, noi lo sappiamo e iniziamo a scherzare come al solito, un po’ per tenerci svegli, un po’ perché non sapremmo fare altrimenti.

Saluti, bagagli, radioline, telefoni in carica, si parte. Due Alfetta e una 75 rombano nella notte, partenza Ostia, arrivo Arese. Via del Mare, poi raccordo fino all’area di servizio dove ci aspetta il resto della compagnia e qui si fa sul serio: le 75 diventano 6, più le due Alfetta e un’Alfasud…ce n’è per tutti i gusti, boxer, bialbero, busso, 1.2, 1.6, 1.8 turbo, 2.0, 2.5 e 3.0 V6.

La colonna sonora è fenomenale e ci accompagnerà da sud a nord.

Lazio, Umbria, Toscana e poi a capofitto nel tratto appenninico. Il mio compagno di Alfetta mi cede il volante della sua Quadrifoglio Oro: inizia la pennellata di curve tra i monti, la media non è bassissima ma il De Dion non fa una piega, mi accodo alla 75 3.0 V6 e mi diverto da morire.

Poi l’Emilia Romagna, la pianura, i casolari e la sosta. Lascio il volante (a malincuore) e visto che l’alba è dietro l’angolo inizio a pensare a qualche inquadratura: la reflex è pronta, aspetto solo il momento giusto e poi via con gli scatti. Come sempre la collaborazione dei miei amici è magnifica, assecondano tutte le mie esigenze di ripresa senza battere ciglio: merito loro se viene fuori qualcosa di buono dal mio obiettivo.

Eccola, Arese.

Alfa Romeo 75

Sull’ex pista sperimentale restaurata si respira un’aria fantastica. C’è il sapore del passato. C’è il Direzionale lì di fronte, c’è la sagoma del nuovo spazio polifunzionale che domina la pista. E’ la prima volta che mi trovo in questi luoghi segnati dal mito e sono inaspettatamente un po’ a disagio, forse mi sento molto piccolo davanti alla storia.

Alfa Roma ad Arese

Non c’è tempo di pensare, inizia l’afflusso delle auto ed è una carrellata di bellezze: si festeggiano i 30 anni dell’Alfa 75 e i 50 della Giulia GTA e ce ne sono per tutti i gusti. Si spazia da Alfetta, Giulia, Alfasud, fino a 1900 cabrio, Giulietta SS ed una magica 6C del 1929 che ha il sapore di un tempo che non c’è più.

Vago per il circuito, cerco un buon punto per scattare foto e mi becco svariate ramanzine dagli addetti alla sicurezza che mi intimano di non avvicinarmi troppo ai guard rail. Poi tutti in pista.

Stefano D'Amico GTA

Sentire il rombo delle Giulia GTA che si rincorrono, si sorpassano, si scatenano è qualcosa di indescrivibile: sembra di trovarsi davanti a una gara dell’Europeo Turismo negli anni ’70, con Giunti, Hezemans e De Adamich che se le danno di santa ragione. Emozione unica.

Alfa Romeo 4 C

Scende in pista anche Alfa Roma che dà il meglio di se e nessuno si risparmia, d’altronde non si può, le auto sono a casa qui. I turni si susseguono e arrivano le due 75 in divisa, intervenute in veste ufficiale, che danno un gran spettacolo, scodando con lampeggianti e sirene .
Alfa Romeo 6C

L’attenzione è tutta per la 6 C. Resto assorto ad ascoltare il suono, a sentire un odore strano, diverso…eppure è pur sempre benzina, ma c’è qualcosa di inspiegabilmente differente e la signora fila come una ragazzina, danzando tra i cordoli con assoluta disinvoltura.

Alfetta GTV

Mostruosa l’Alfetta GTV in allestimento rally, che compie un paio di tornate da brivido assieme a un’Alfasud Sprint in veste Trofeo, sprigionando nell’aria un rombo assordante.

6C Alfa Romeo

Il momento più bello arriva alle 12 in punto: con la 6C in testa, parte una splendida parata di Giulia GTA e di Alfa 75 che coronano questo fantastico evento dedicato a due modelli leggendari della storia Alfa Romeo. Poi pranzo, breve conferenza e via di nuovo in pista per chi non si è saziato in mattinata.

Ne approfitto anche io, mi infilo nell’abitacolo di una 75 Twin Spark con un pilota d’eccezione, il vincitore del Challenge Alfa Roma 2015 e per un quarto d’ora mettiamo alla frusta il transaxle che ovviamente risponde come meglio sa, regalandoci emozioni forti.

È tempo di uscire, torniamo al parcheggio e poco dopo lasciamo il circuito. La stanchezza è tanta, la notte insonne si fa sentire, ma vado via con una grande soddisfazione, una scheda di memoria piena di scatti e con l’orgoglio di aver assaggiato l’asfalto di quel che era e, spero, di quel che sarà ancora il mito del Biscione.

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