40° Alfasud. 1973: Milano-Calcutta. L’Alfa Romeo conquista l’India




Il 40° compleanno dell’Alfasud, organizzato presso il fantastico Museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle dai team di Officina Romana e Alfa Roma e con la presenza di Alfasud Club Italia e Registro Italiano Alfasud, è stato arricchito da una ciliegina portata in dono da Automobilismo Storico Alfa Romeo.

Marco Fazio di Automobilismo Storico Alfa Romeo ha presentato un video del 1973, restaurato e rimasterizzato, girato per un servizio speciale della rivista OGGI. E’ un viaggio, davvero ben oltre i confini dell’immaginario collettivo dell’epoca, compiuto da Giancarlo Baghetti e Gianni Taroni a bordo di una delle nuove Alfasud per testare in condizioni estreme, nel senso letterale del termine, le prestazioni e soprattutto l’affidabilità.

Due uomini, un’auto che stava facendo parlare di sè già da prima della sua nascita. Le immagini cominciano a scorrere e, per quanto restaurate, sembrano appartenere davvero alla preistoria dei reportage: l’Alfasud a Istanbul e Ankara, assalita dalla curiosità delle gente, con un orso al guinzaglio (forse portato a spasso da un Conte Mascetti ante-litteram!) che si avvicina alla piccola di Pomigliano per annusarla. Ma varcato il Bosforo dello scenario metropolitano e mediterraneo rimane soltanto il ricordo, così come delle strade asfaltate: da lì in poi l’Alfasud coi nostri due temerari procederà su ogni tipo di tracciato e di non-tracciato: sterrati, mulattiere, pietraie, piste desertiche e steppa…

La vediamo correre nel deserto fra i cammelli, poi ferma in assistenza per un controllo alla Concessionaria Alfa Romeo di Teheran (!), poi di nuovo salite ripide per scalare montagne innevate, scenari spesso impraticabili ma percorsi due volte dai nostri reporter: eh sì, perchè quando un passaggio veniva giudicato spettacolare, uno dei due scendeva e riprendeva l’altro che lo ripercorreva in macchina, nel modo più veloce e scenografico possibile! Un filmato in economia, insomma, ma denso di passaggi che pochi filmati dell’epoca possono mostrare.

Dai 4000 metri di altitudine del Pamir, a Kabul, Nuova Delhi, Benares, in Nepal a Katmandou, e poi Calcutta: l’Alfasud non si ferma mai se non per i rifornimenti con carburanti di pessima qualità – in molti dei Paesi attraversati non esistono neppure i distributori e la benzina si vende nei mercati -.
Ed oltre a non riportare danni significativi, nei circa quindicimila km percorsi in ogni condizione di marcia e di strada – spesso senza strada! -, con carburanti scadenti,  l’Alfasud ha percorso circa 9,8 km al litro di media. Impressionante.

Come il più celebre raid dell’anno precedente, da Capo Nord a Capo Sud con l’Alfetta, anche questa Milano-Calcutta in Alfasud fa emergere prepotentemente lo spirito che permeava gli uomini e l’azienda Alfa Romeo dell’epoca: ogni sfida si poteva affrontare e vincere, una vettura Alfa Romeo rappresentava l’eccellenza tecnica in ogni segmento di mercato e in ogni angolo del globo, non c’era traguardo che non si potesse raggiungere.
In particolare con questo reportage alle tante critiche sulla nuova piccola di Pomigliano si rispondeva coi fatti: “Alfasud è Alfa Romeo”. E non solo negli slogan pubblicitari!



11 comments — invia un commento

Carlo Tiberi

Rivedere Francisci e Angelini, dopo tanti anni nuovamente assieme a ricordare i tempi andati è stato formidabile!!
Ascoltare le testimonianze del collaudatore dell’Alfasud Mario Cordone di quando lui e un suo collega hanno fatto Napoli-Bari e ritorno a 141km di media… o vedere il “Super 8” girato nell’inverno Svedese sempre da Cardone, per la prova di durata beh, ti fa capire veramente che azienda e che vetture ancora modorne, venissero sfornate a Pomigliano.
Indubbiamente interessanti anche i cenni storico-sociali sia dell’oratore Danilo Moriero, che del Presidente Riar Avv.Stefano d’Amico, che hanno sfatato una volta ancora, tutte le leggende sull’arruginimento delle scocche di questa fantastica vettura.

Gianluca

Che meraviglia ! Non ero a conoscenza di questo raid !

Maresciallo

Vedere queste immagini, ma soprattutto udire i racconti di chi ha vissuto in Alfa Romeo, mi ha fatto capire quanto orgoglio ci fosse all’epoca nel poter dire “io lavoro in Alfa Romeo” e quale profondo senso di appartenenza potesse creare la Casa del Biscione in chi vi lavorava…………

Damiano

Emozionante davvero!!! Alla faccia degli ignoranti che dicono che le Alfasud sono delle cariole!!!
Direi una signora Alfa Romeo!!

sabatino schiavoni

Uno dei drammi odierni e’ che non si ha piu’ la sensazione di appartenere ad una azienda, ad una famiglia, con la quale puoi essere in dissenso, ma e’ sempre una parte di te e tu sei parte di lei.
Oggi l’azienda e’ una macchina da soldi, un posto dove tu sei un anima da usare, una risorsa umana da ottimizzare quanto piu’ possibile… Oggi i manager con il maglioncino di cachemire parlano sempre di Cost saving, revenue margin, market share, leadership, customer retention, cost of ownership ecc…. Ed una domanda mi nasce spontanea…. Aho’ ma che stai a di’? Un operaio di quaranta anni fa forse risponderebbe cosi’ alla richiesta di spiegare i concetti all’uomo in cachemire
Cost saving, meno di cosi’ te rimane d’anna’ a piedi…
Revenue Margin, se provi a guadagnare un po’ di meno, invece del 95% rispetto al costo di produzione, forse vendi piu’ macchine e campi felice, magari l’azionista mangia meno, ma mangiano un po’ tutti…
Market share, se riesci a valorizzare ogni singolo marchio per cio’ che realmente rappresenta, forse riuscirai a capire che l’Italia ha grandi nomi e c’e’ spazio per tutti
Leadership, te la devi conquistare, oggi tutti sono meglio di noi, sia dal punto di vista della carrozzeria che da quello dei motori… Leadeership e’ quando tutti sanno che il tuo marchio e’ l’eccellenza nel rappresentare cio’ che e’ riconosciuta da chi compra!
Customer retention, e’ quella cosa che quando vai in una officina ti fa trovare uno che si prende cura della tua auto, non uno che deve riparare qualcosa di corsa ed in un certo tempo, senno’ non viene pagato… Un errore nella customer retentiont porta ad una elevata customer insatisfaction, quindi ad una perdita di market share ed ad un progressivo downgrade del brand… Cioe’ tradotto per chi vive sotto il Reno, si capisci che nun ce capisci strilla aiuto e fatte da ‘na mano che si un cliente se ne va incavolato e te fa na cattiva pubblicita’ quello te ne fa perde 10 de clienti, mbecille!
Ma cosi’ aumenta il Cost of warranty, cioe’ il costo di riparazione, ma entro la garanzia… e sembra incredibile che non succeda nulla e poi… scricchiolii, pezzi che si rompono ad orologeria… Ma poi quelle diventa TCO, cioe’? Total Cost of Ownership che e’ quello che il tuo cliente paga poi di tasca sua, con sua immensa gratitudine e soddisfazione… Non ti meravigliare se poi, in seguito, te lo fa ripagare comprandosi una macchina estera.
Vedere uomini che parlavano con fierezza del loro lavoro, che ridacchiavano sotto i baffi sapendo della loro genialita’ pur senza sentirsi superiori a chi gli e’ accanto, che si commuovevavno ricordando le imprese di INGEGNERI geniali per risolvere questo o quel problema, di ricordare che venivano ascoltati, anche se umili operai, che trasmettevano la forza e la fierezza tipica di chi sa che con il suo apporto ha contribuito a creare qualcosa di utile agli altri, appartenere ad una famiglia, di avere la consapevolezza di essere un piccolo ingranaggio di una macchina complessa, ma non per questo inutile…
Oggi la GLOBALIZZAZIONE e la logica di impresa renderebbero questi uomini obsoleti, esattamente come le nostre vecchie auto… Pero’ e’ bello ascoltare le loro storie, un po’ come dei vecchi nonni che raccontando le imprese e gesta tramandano i ricordi e le tradizioni vere alle generazioni future… Esattamente come quando da un carburatore esce ancora una voce, inconfondibile per ogni marchio, che esprime un concetto, un modo di essere, uno stile, sia esso porsche, mercedes, ferrari, lancia o Alfa Romeo…
Vedere un film come il raid dell’Alfasud mi fa venire la voglia di mettere a posto la mia auto e correre via, ma non per testare le caratteristiche tecniche, ma per trovare e vivere l’esperienza che i due operatori di OGGI hanno vissuto.. Due cuori e… 4 RUOTE!
Sentire queste storie mi fa venire voglia di dire NO a logiche di cui anche io sono parte…
Da quel viaggio so che tornerei migliore, per aver incontrato gente nuova e vissuto storie sconosciute… O sarei migliore dal dire NO so che mi sentirei un piccolo ingranaggio giusto che corregge il moto sgabliato della macchina di cui faccio parte, ci vorrebbe solo tanto coraggio, quello che per tanti motivi non ho… MA un giorno, da semivecchietto chissa’…. O forse un giorno trovero’ tanti compagni di viaggio che come me avranno voglia di dire NO, di annusare il vento e corrergli incontro liberi finalmente di vivere! Allora ricominceremo a raccontare delle storie belle o semplicemente saremo nuovamente attenti ascoltatori di narratori speciali…
Grazie di cuore a tutti gli operai, quadri, dirigenti e politici che con il loro sacrificio ed il loro lavoro hanno reso grande l’Italia, nonostante tutto quello che e’ successo dopo….

Marquzzo

bellissimo

Andrea Sapia

Come non dar ragione al buon Sabatino…. Scoprire l’esistenza di questo raid, vedere le immagini della nostra Alfasud impegnata in passaggi estremi e ripresa con le tecnologie dell’epoca – non di certo in hd – sentirne il rombo non digitalizzato, è stata una emozione unica. Io ero a conoscenza solo del più celebre raid Capo Nord – Capo Sud in Alfetta e vedere che una impresa analoga è stata compiuta con l’Alfasud l’anno dopo ha costituito davvero una piacevole sorpresa.
Ciascuno di noi che abbia la presunzione di sapere tutto sull’Alfa Romeo commette un grossolano errore di presunzione: la storia della nostra amata fabbrica di sogni è pregna di imprese straordinarie e ringraziamo di nuovo Automobilismo Storico per aver messo a disposizione di noi appassionati anche questa preziosa testimonianza, confermandosi, qualora ve ne fosse bisogno, la più attendibile e inesauribile delle fonti. Grazie!

Giampaolo

La grande piccola sud!!!!

Alessandro Balducci

Anche per me, grande appassionato di auto in generale, ma di auto Alfa Romeo in particolare, di corse, di raid automobilistici (fantastico il Capo Nord – Capo Sud del mitico Giancarlo Baghetti, insieme a Fabio Galiani e Gianni Taroni. Avevo 12 anni ma me lo ricordo come fosse ieri…), possessore da prima che iniziassi a guidare (32 anni fa) di vetture Alfa Romeo, è stata proprio una bella sorpresa…Ma non mi sono affatto stupito nel leggere di questa impresa dell’Alfasud, ne ho compiute tante anch’io, leggendarie e con una roulotte al traino: Marocco, Capo Nord, Grecia (via terra), Scozia, Portogallo, per citare alcune mete conquistate senza problemi di sorta negli anni ’70 e ’80.
E’ vero, le lamiere delle prime versioni (la nostra era una “L” del 1975) si arrugginivano facilmente, un vero peccato, ma per il resto l’Alfasud era impeccabile, una gran macchina…E la mia storia di alfista è continuata e continua: 33, 147, Giulietta…

Cristiano Giusti

Mi piacerebbe recuperare il file pdf sia di questo raid Milano-Calcutta con l’Alfasud che di quello Capo Nord-Capo Sud con l’Alfetta pubblicati entrambi, se non erro, da Gente Motori. Chi di voi conosce per entrambi anno esatto di pubblicazione e magari nr. del fascicolo? Ho scritto alla redazione di gente Motori e non hanno problemi a farmelo avere salvo fornirgli le “coordinate” giuste. Grazie

Alessandro Balducci

Il resoconto del “Raid Capo Nord – Capo Sud” fu pubblicato a puntate sulla rivista “Oggi” nell’autunno 1973. Avevo 12 anni, ma ricordo ancora benissimo e con piacere di averne letto una puntata (purtroppo una sola puntata). Proprio dalla lettura di quel reportage nacque la mia passione per i grandi “raids” automobilistici. Di quell’articolo conservo ancora oggi qualche fotografia che avevo ritagliato.
Un resoconto piuttosto completo, anche se riassuntivo, ma piuttosto ricco di immagini stupende fu poi pubblicato dalla rivista dell’Alfa Romeo “Il Quadrifoglio”.

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